Con il decreto-legge di metà dicembre 2021, l’obbligo di vaccinazione anti-covid per il personale sanitario e delle RSA è stato esteso al personale amministrativo della sanità, ai docenti e al personale amministrativo scuola, ai militari, alle forze di polizia e al personale di soccorso pubblico. Già non avevo capito lo scopo di obbligare alla vaccinazione anti-covid proprio chi, per la professione svolta, poteva dubitare di quella vaccinazione. Doveva essere prevedibile che una certa percentuale di quel personale avrebbe preferito la sospensione e sarebbe quindi andato perso, con conseguenti disfunzioni in un settore come quello sanitario proprio in un momento in cui c’era più bisogno di quel personale. Nel decreto-legge precedente, quello di aprile, c’era una via di salvezza: l’obbligo cessava col 31 dicembre. Bastava aspettare quella data e l’errore sarebbe stato rimediato. E invece no. Hanno voluto prorogare quell’obbligo al 15 giugno 2022. Pazzi furiosi? Sì, ma altro che quello! Come detto, col nuovo decreto-legge hanno voluto addirittura aggiungere all’obbligo altre categorie. Ma non hanno aggiunto gli orefici, i cartomanti, e i docenti di letterature polinesiane. Hanno appunto aggiunto altre categorie di cui il Paese non può fare a meno e che per lo più erano già sotto organico. Se per sfinimento tutti i renitenti di quelle categorie si vaccineranno, quello per il Governo sarà davvero un colpaccio. Ma supponiamo che ciò non accada: non sarebbe stato più semplice e veloce un colpo di forbice lì in basso?

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