Per fare medicina preventiva è ovviamente necessario conoscere alcune nozioni sulle malattie e come si trasmettono, ma occorre soprattutto avere un po’ di buon senso. Per far capire qual’è il livello della medicina preventiva oggi in Italia vorrei ricordare che all’inizio della pandemia venne detto di non usare i fazzoletti di cotone e di usare invece i fazzoletti di carta. Ovvio, no? I fazzoletti di carta si possono buttare, mentre quelli di cotone si portano a casa dove gli altri membri della famiglia potrebbero venir contagiati dai fazzoletti sporchi. Ovvio un corno! I famigliari del portatore, che vivono con lui, parlano con lui, mangiano con lui, e dormono con lui  non hanno bisogno di contagiarsi dai suoi fazzoletti: ce la fanno già anche senza. I fazzoletti sono la classica goccia nel mare. E comunque, se lavati in lavatrice a 60°C con detersivi per 60 minuti, non usciranno sterili, ma certamente non semineranno più virus di quanti ne può seminare la cute delle mani o del viso, che non può subire simili lavaggi. In ogni caso, la condivisione dei virus avviene all’interno delle famiglie dove, come appena detto, il virus circola comunque. I fazzoletti di carta invece non vengono lavati: vengono buttati. Ma dove? Qualcuno magari li mette in tasca e li porta a casa, ma la maggior parte della gente li butta dove càpita, magari per strada. I più educati li buttano nei cestini, per strada ma anche negli uffici pubblici e privati e nei locali pubblici, dove i normali movimenti dell’aria possono portare il virus a contagiare decine e decine di persone.

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