A "Mattino 5" Andrea Crisanti e Matteo Bassetti hanno messo in imbarazzo la conduttrice Federica Panicucci, tuttora strenua sostenitrice dei vaccini, con il loro dietrofront sull'utilità dei vaccini ("Nessun vaccino al mondo dà una protezione superiore alla malattia", "Fissarci a voler vaccinare gli irriducibili no-vax è stato inutile e controproducente", "I vaccini proteggono poco ed è quindi normale che persone fragili con tre dosi di vaccino possano morire", etc.). Vorrei solo aggiungere, in preda a un accesso di narcisismo, che queste cose io le sto dicendo da quasi due anni. Però non erano farina del mio sacco: erano semplicemente le cose che dicevano tutti i libri di testo di medicina preventiva.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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