Il presidente del consiglio dei ministri si è dimesso. Quando la nave affonda, i topi scappano (e anche i comandanti che l'hanno fatta affondare, Schettino insegna). Adesso sono tutti occupati a discutere su quale governo si dovrà formare e su quale parlamento avremo dopo le elezioni. Basandosi sulle esperienze degli ultimi anni, avremo un governo formato da ministri graditi ad una coalizione di partiti (non di rappresentanti del popolo!), coalizione instabile e fluida, votato da un parlamento in cui saranno stati eletti da circa la metà degli elettori (gli altri saranno rimasti a casa schifati) quei candidati e solo quei candidati che saranno stati presentati al Paese dalle segreterie dei partiti, cioè da consorterie di oscuri personaggi che nessuno ha mai eletto. Se questa la chiamate democrazia, io mi chiamo Napoleone Bonaparte. Ma non è solo questo. C'è di mezzo anche la pigrizia mentale e il supino conformismo di politologi e cittadini che, per il 99,999 per cento ritengono necessario un governo. "Ce l'hanno tutti i Paesi! Perchè non dovremmo averlo anche noi?". Oltre a tutto, più della metà di quel 99,999 per cento è ormai orientata a volere un "governo forte". Forse arrivare a definire questa brava gente come masochisti in ginocchio al guinzaglio di un sadico sarebbe indelicato, ma mi si consenta almeno il paragone con i bimbetti di tre o quattro anni che non sanno dove andare se non li guidano i genitori. Qui c'è un serio problema di maturità psicologica, oltre ad un'assoluta mancanza di riflessione sugli eventi storici che ci hanno portati qui. I parlamenti sono stati la concessione più o meno estorta fatta dai monarchi assoluti al popolo (o a quella parte di esso che affermava di esserne portavoce) al fine di una mitigazione del potere assoluto. I governi (da "gubernare", cioè "dirigere col timone") erano formati o da un gruppo di consiglieri personali nominati dal monarca assoluto, pronti a "eseguire" e far eseguire i suoi voleri, o coincidevano col lo stesso monarca assoluto. Che bisogno c'era di mantenere un "governo" dopo che sono stati eliminati i monarchi assoluti? Non bastava e non basta un parlamento? Un parlamento è troppo lento nelle decisioni? Ma se un parlamento è lento, lo è perché ad essere lenta è la democrazia! Non vi piace? Non c'è problema. Eliminate la democrazia, ma abbiate il coraggio di dirlo, ciarlatani imbonitori magliari ingannapopolo che non siete altro.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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