L'obbligo
di accettare carte di credito e bancomat imposto ad alcuni fornitori di
beni e servizi dimostra inequivocabilmente che chi ci comanda non crede
affatto nella concorrenza e nel libero mercato. Avere un POS e
accettare carte di credito e bancomat serve ad aumentare o a fidelizzare
la clientela di coloro che usano questo mezzo di pagamento. Se credi
nella concorrenza e nel libero mercato non hai alcun motivo di imporre
obblighi.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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