Da qualche anno, ai bollettini metereologici si sono aggiunti i bollettini sanitari sui contagiati, i malati e i morti per qualche malattia infettiva. Già a proposito dei bollettini metereologici, guardando fuori dalla finestra viene spesso da chiedersi se l’errore sia “normale” o se quei bollettini vengano addomesticati per governare in qualche modo i flussi turistici.

A proposito poi dei bollettini sanitari, col passare del tempo i dubbi si fanno sempre più inquietanti. Almeno per me. Infatti i dati non li ho verificati io, i dati non li ho inviati e ricevuti io, e le statistiche non le ho compilate io. Se si trattasse della frequenza della porpora di Schönlein-Henoch nei Maori della Nuova Zelanda nel decennio 1981-1990, potrei anche escludere interessi vari e secondi fini, e quindi potrei anche credere a quella statistica senza farmi troppe domande anche se non ho avuto alcun controllo sulla raccolta e l’elaborazione dei dati. Ma qui la faccenda è un po’ diversa. Non occorrono livelli di paranoia da ricovero coatto per avere qualche dubbio. La discrepanza fra una realtà che pretende di essere oggettiva e l’esperienza soggettiva reale è eclatante, le contraddizioni tra gli stessi dati ufficiali e l’interpretazione che ne viene ufficialmente data sono difficili da ignorare, e gli interessi e i secondi fini sono lì in bella mostra.

Quello che preoccupa e spaventa è che la vasta maggioranza dei cittadini con potere di voto non si pone domande e crede ciecamente nelle verità  assolute certificate dalla Bibbia dei media (salvo poi irridere l’ingenuità dei loro avi che credevano ciecamente nel medium della Bibbia). Dire che siamo fottuti è un edulcorato eufemismo.

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