Finita la campagna elettorale e mandati a nanna i partitini rompiscatole, siamo tornati alla vaccinomania. Questa sera, 30 settembre 2022, a "Stasera Italia" la conduttrice Barbara Palombelli ha intervistato il Direttore Generale dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive “L. Spallanzani”, dott. Francesco Vaia, che, tra l'altro, ha detto: "Chi ha fatto il Covid più di 120 giorni fa è bene che faccia la quarta dose". Non ritengo corretto dire che cosa mi hanno ricordato la mimica e l'eloquio dell'esimio collega ma, a proposito di ricordi, vorrei rammentare che di qualche precedente del dott. Vaia aveva parlato in un suo libro Alessio D'Amato, consigliere regionale tutt'altro che no-vax (è stato addirittura soprannominato "Mister Vaccino"!), ma fustigatore delle cattive abitudini della Sanità. Peccato che il libro, chissà perché, non è più disponibile...
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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