Non capisco nè i pro-Russia (pochi), né i pro-Ucraina (i più). Non stiamo assistendo ad una partita di calcio. Stiamo assistendo a immani distruzioni e massacri, e li stiamo anzi fomentando. Detto in modo diverso, stiamo assistendo al ritorno dei nazionalismi ottocenteschi, con la differenza che nell'Ottocento i partigiani di una delle due nazioni in guerra non mandavano armi per assistere da lontano al reciproco massacro delle due nazioni, ma si arruolavano personalmente nell'esercito della nazione da loro favorita. Ai pacifisti della domenica che vanno annunciando al mondo la loro scoperta che la guerra è una cosa sporca vorrei ricordare che la guerra per procura è ancora più sporca. Chi è davvero convinto che la Russia stia mettendo in pericolo la nostra democrazia e che debba quindi essere fermata in Ucraina, prenda il primo treno per Kiev e vada a combattere, ma la smetta di considerare gli Ucraini come suoi mercenari.

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