Ammiro e capisco l'onestà politica di quei partiti che specificano agli elettori per filo e per segno TUTTO quello che intendono fare in merito a TUTTI i problemi della nazione; machiavellicamente però, più problemi e relative soluzioni si mettono sul tappeto, più si assottiglia il proprio seguito. È qualcosa di analogo alla probabilità di imbroccare la via giusta in una serie di bivi. La probabilità di indovinare al primo bivio è del 50%; di indovinare anche al secondo bivio è del 25%, di indovinare anche al terzo bivio è del 12,5%, e così via. Più problemi e soluzioni aggiungiamo, e più ci avviciniamo al punto in cui solo un elettore è d'accordo con noi, e forse nemmeno quello. È per questo che se vogliamo scardinare il sistema occorre mettere a fuoco solo i due o tre problemi principali al massimo, se proprio non vogliamo impegnarci solo su uno. E quindi è ancora per questo che alle prossime elezioni non cambierà nulla e che la maggior parte di chi andrà a votare voterà, per sfinimento, i soliti partiti. In sostanza è normale che l’elettore pensi: “Se per avere una cosa che voglio devo pagare con l’accettarne dieci che non voglio, voto come ho sempre fatto, e buona notte al secchio”.

 

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