Col 35% degli aventi diritto al voto, il partito di maggioranza relativa in Italia è ormai saldamente quello che non ha fiducia nelle elezioni. Il secondo partito, che ha preso il 26% dei votanti ma dunque solo uno striminzito 17% degli aventi diritto al voto, si colloca a meno della metà del “partito di maggioranza relativa”. Il problema è che, in un Paese che si autodefinisce “democratico”, il 35% dei cittadini maggiorenni non ha trovato nessuno da cui gradisca farsi rappresentare in Parlamento, ma ciò nonostante verrà rappresentato da politicanti che non ha votato e verso i quali, non votandoli, ha dimostrato totale sfiducia. È inutile che ci arrampichiamo sugli specchi: è evidente che il sistema “democratico” rappresentativo, almeno così com’è attualmente configurato, è un totale fallimento e non è né democratico né rappresentativo. Se non verrà cambiato in Parlamento, dovrà essere cambiato nelle piazze con altri strumenti.

 

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