La propaganda anti-Putin ha approfittato del suicidio del ventisettenne rapper russo Ivan Petunin, che si è suicidato perché temeva che sarebbe stato obbligato ad andare in guerra in Ucraina e non era pronto a uccidere per nessun ideale: "Vedete che i giovani russi sono contro Putin e non vogliono la sua guerra?".
Lo sparuto gruppetto dei pro-Putin tenterà di sminuire il fatto sottolineando che in realtà questo giovane non era soggetto a coscrizione e soffriva di qualche psicosi, per cui era in cura neuropsichiatrica: "È un caso patologico e non può essere preso a rappresentare i giovani russi!".
Io invece mi soffermerei su quel "non sono pronto a uccidere per NESSUN ideale". Se non era pronto a uccidere per NESSUN ideale, vuol dire che non lo sarebbe stato nemmeno se fosse stato un ucraino arruolato da Zelens'kyj. Nessun ideale è nessun ideale. Il suo non è stato un atto di accusa solo contro Putin, ma anche un atto d'accusa contro Zelens'kyj. Anzi, ad esaminare bene la questione, soprattutto contro Zelens'kyj, il campione del morire per un ideale.

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