Nel
1939, incerti da che parte andare decidemmo per la neutralità. Poi,
allettato dalle vittorie della Germania, l'allora Presidente del
Consiglio volle entrare in guerra, scelse la parte moralmente sbagliata
che si rivelò poi sbagliata anche nei risultati, e decretò così la sua
rovina e la nostra. Oggi ancora una volta saremmo in tempo per
mantenerci neutrali in una contesa che non ci riguarda, ma ancora una
volta stiamo scegliendo la parte sbagliata. Se siamo neutrali, la possibilità
che in caso di guerra fra USA e Federazione Russa una delle due potenze
ci invada esiste, ma non è una certezza. Se stiamo con gli Usa, ci
andrà bene in caso di vittoria degli USA, ma dato il ruolo strategico
del nostro territorio, durante il conflitto non verremo certo
risparmiati. Se poi dovesse vincere la Federazione Russa, è meglio che
non ci pensiamo... E lo stesso, mutatis mutandis, se dovessimo scegliere
di stare con la Federazione Russa. Ma se non si arriva alla guerra, la
nostra neutralità non potrebbe essere "punita" dagli USA in caso che
siano loro a vincere per via diplomatica, mentre il nostro appoggio agli
USA ci renderebbe ineluttabilmente "antipatici" alla Federazione Russa
nel caso che la vittoria diplomatica andasse a loro: ci converrebbe?
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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