Nel 1939, incerti da che parte andare decidemmo per la neutralità. Poi, allettato dalle vittorie della Germania, l'allora Presidente del Consiglio volle entrare in guerra, scelse la parte moralmente sbagliata che si rivelò poi sbagliata anche nei risultati, e decretò così la sua rovina e la nostra. Oggi ancora una volta saremmo in tempo per mantenerci neutrali in una contesa che non ci riguarda, ma ancora una volta stiamo scegliendo la parte sbagliata. Se siamo neutrali, la possibilità che in caso di guerra fra USA e Federazione Russa una delle due potenze ci invada esiste, ma non è una certezza. Se stiamo con gli Usa, ci andrà bene in caso di vittoria degli USA, ma dato il ruolo strategico del nostro territorio, durante il conflitto non verremo certo risparmiati. Se poi dovesse vincere la Federazione Russa, è meglio che non ci pensiamo... E lo stesso, mutatis mutandis, se dovessimo scegliere di stare con la Federazione Russa. Ma se non si arriva alla guerra, la nostra neutralità non potrebbe essere "punita" dagli USA in caso che siano loro a vincere per via diplomatica, mentre il nostro appoggio agli USA ci renderebbe ineluttabilmente "antipatici" alla Federazione Russa nel caso che la vittoria diplomatica andasse a loro: ci converrebbe?

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