Non pretendo di riscuotere una generale approvazione, ma credo che sia giunto il momento di chiedere al legislatore di prendere in esame la questione delle biciclette e dei monopattini. Finché sulle nostre strade circolava solo qualche ciclista che, per ragioni economiche o ecologiche, optava per la bici invece che per l’autombile, il fenomeno è stato tollerabile. Ora che invece la sede stradale viene invasa da nugoli di buontemponi che prendono la pubblica via per il loro cortile di casa o il loro velodromo privato, la situazione non è più tollerabile, anche perché il loro comportamento è di enome strafottenza e di assoluto disprezzo delle norme della circolazone e della prudenza. È necessario e improcrastinabile stabilire che 1) chiunque, su qualunque mezzo di locomozione, utilizza la sede stradale abbia una patente che dimostri il superamento di un esame attitudinale (suggerirei quindi la patente A anche per chi usa la bicicletta o il monopattino, con o senza il supporto di un motore elettrico); 2) biciclette e monopattini siano dotati di una targa; 3) per utilizzare biciclette o monopattini nella sede stradale sia necessario avere un’assicurazione sulla responsabilità civile.
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