Può sembrare illogico e ingeneroso giudicare un governo ancor prima che abbia iniziato a lavorare, ma è naturale farsi qualche domanda e nutrire una certa apprensione quando quel governo giunge al potere in seguito ad elezioni che hanno sancito un diffuso desiderio di cambiare col passato, ma quel passato invece quel governo riproduce fedelmente. Quali erano le problematicità del governo precedente? L’obbligatorietà del vaccino anti-covid e le restrizioni delle libertà costituzionali; l’appoggio incondizionato e autolesionista alla politica americana di aiuti militari all’Ucraina e sanzioni alla Federazione Russa. A questo punto non si capisce l’opportunità politica di nominare ministri della salute e della giustizia due personaggi che non si sono limitati a manifestare la loro opinione favorevole all’obbligo vaccinale e alle restrizioni delle libertà costituzionali, ma hanno addirittura inveito contro chi obiettava a quell’obbligo e a quelle restrizioni. E neppure si capisce la sbandierata assicurazione a Unione Europea e Stati Uniti di una “continuità” nel supporto delle pretese di Zelens’kyj e nel mantenimento di quelle sanzioni contro la Federazione Russa che ci stanno dissanguando. A questo punto, tutto è possibile, ma non ci si può aspettare che un osservatore plauda a quelle scelte e si convinca che “andrà tutto bene”.
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