Dal 1946 ad oggi è stato tutto un susseguirsi di guerre condotte da Stati aggressori contro Stati aggrediti. Il comportamento della comunità internazionale nei confronti degli Stati considerati aggressori è stato piuttosto variegato, ma in genere molto tollerante. Quando sono stati adottati provvedimenti drastici, è stato praticamente sempre per decisione degli Stati Uniti d’America, autonominatisi “poliziotti” del Pianeta e noncuranti dei sospetti di “interessi privati in atti d’ufficio” che inducevano mano mano.
Finora il coinvolgimento del nostro Paese era sempre stato marginale, ma quest’anno le cose sono improvvisamente cambiate. La NATO (in sostanza sempre gli Stati Uniti d’America) ha preteso da noi l’adozione di sanzioni contro la Federazione Russa, e cioè contro uno dei nostri fondamentali partner commerciali. Per il momento non ci ha ancora chiesto un intervento armato diretto, anche perché non è riuscita ad annettersi l’Ucraina, cosa che, una volta realizzata, ci obbligherebbe all’intervento. Però è riuscita a farci inviare armi e aiuti di vario genere a un capataz talmente “democratico” da condannare alla distruzione metà del suo Paese e mandare al macello decine di migliaia di militari e civili di quel Paese per conservare il diritto di dettar legge e riscuotere le imposte in un’area periferica contesa da una superpotenza. Per confondere le idee alla gente, gli emissari della NATO e degli Stati Uniti d’America parlano di un Putin “dittatore” e di una Federazione Russa “non democratica” che starebbero partendo dal Donbass per poi mettere le mani sul resto dell’Ucraina, Paese notoriamente democraticissimo e che in quanto tale ha diritto ad essere difeso da noi a qualsiasi prezzo, anche per evitare che, dopo l’Ucraina, Putin voglia impossessarsi pure dei Paesi dell’Unione Europea. Sono narrazione e strategia già viste, e già usate con grande successo nel 1939, quando al posto della Federazione Russa c’era la Germania. Se hanno funzionato allora, funzioneranno anche adesso, e se hanno portato ad una guerra redditizia per gli Stati Uniti d’America allora, porteranno ad una guerra redditizia per gli Stati Uniti d’America anche adesso. Strategia che vince non si cambia!
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