Ci sono ancora sindaci che firmano ordinanze per vietare di dar da mangiare agli animali “selvatici”.

A parte che preferirei chiamarli animali "urbani", visto che non si parla di orsi, tigri, e leoni), ordinanze di questo genere mi fanno venire l’orticaria.

Molti di quelli che predicano contro il dar da mangiare agli animali nelle nostre città si risentono perché alcuni di questi animali "sporcano", ma faccio notare che hanno sempre sporcato e, se ce accorgiamo adesso, è perché i sindaci credono che non sia più compito dei Comuni provvedere ad una regolare pulizia delle città. E così, mentre ci scandalizziamo per la cacca dei piccioni, tolleriamo di vivere in una discarica. Se i servizi di nettezza urbana pulissero regolarmente le strade da cartacce, foglie secche, chewing-gum, bottiglie di birra, rifiuti vari abbandonati (e anche dalla cacca dei cani domestici, che non scompare solo dicendo che devono provvedere i relativi padroni...), non vedremmo nemmeno la cacca dei piccioni. Ci sono centinaia di migliaia di italiani e non che non hanno lavoro e vivono di sussidi gratuiti, che potrebbero meritare quei sussidi a pulire strade e monumenti (non è solo la cacca dei piccioni a sporcare i monumenti!). 

Ma c'è poi un altro e più grave problema, proprio di natura sanitaria. Un altro dei motivi per cui molti vogliono vietare di dar da mangiare agli animali nelle nostre città è che sperano che così questi animali scompariranno e sperano che così la nostra salute ne guadagnerà. Purtroppo non è così. Il nostro sistema immunitario ha bisogno di un continuo allenamento, e la convivenza con gli animali (con cani e gatti, ma non solo, tanto più che i cani e i gatti di compagnia sono ipercurati dai veterinari) garantisce appunto quel continuo allenamento. Chi ha paura di ammalarsi non speri di evitarlo creando intorno a sè un ambiente pulito e asettico, a meno che non arrivi a chiudersi sotto una campana di vetro o, già che c'è in una busta di plastica, che così fa anche prima.

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