Secondo la Fondazione Gimbe (autofinanziata dalle quote degli iscritti?), i ricoveri per covid sono aumentati del 31%. Ammesso e non concesso che i dati siano veri (perdonate, ma non li ho raccolti io, e negli oltre cinquant'anni che ho trascorso nel settore ho sentito una tale quantità di balle stratosferiche che ho perso ogni fiducia in quello che mi raccontano), ricordiamoci che "si trova quello che si cerca", e per altre infezioni virali non è mai stata effettuata una ricerca così isterica del virus dentro e fuori dagli ospedali, né un'ospedalizzazione così ipocondriaca di chi ha qualche sintomo.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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