L'attuale crisi energetica induce ad una riflessione. L'elettricità che giunge con un certo costo alle utenze piemontesi non è "mescolata" con quella prodotta con un altro costo in Paraguay, però è "mescolata" con quella prodotta con i relativi diversi costi in altre parti d'Italia. Questo può rappresentare un vantaggio o uno svantaggio a seconda dei casi per le utenze piemontesi o per quelle di un'altra data parte d'Italia. Se però ciascuna Regione o addirittura ciascuna Provincia consumasse unicamente l'elettricità prodotta localmente, i prezzi al consumo varierebbero tra una regione e l'altra o tra una provincia e l'altra, col risultato di una responsabilizzazione POLITICA degli elettori di ogni regione o provincia, che premierebbero quegli amministratori che dimostrassero di saper risolvere nel modo migliore il problema energetico con le risorse locali, senza affidarsi alla fortuna e all'intraprendenza di altri amministratori. Se Italia e Paraguay possono vivere senza scambiarsi energia elettrica per far pagare lo stesso prezzo ai loro cittadini, perché il Piemonte deve scambiare energia elettrica con altre regioni d'Italia ad un prezzo uguale per tutti, sia che quell'energia sia stata prodotta da centrali idroelettriche, sia che sia stata prodotta bruciando gas o petrolio? Ma il discorso va oltre, perché si tratta di una questione di principio, il principio della responsabilizzazione POLITICA di elettori ed eletti, senza la quale ci si adagia su una uniformità economica apparente nel breve termine che nasconde il persistere di difformità economiche concrete estremamente pericolose nel medio e lungo termine.

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