“Covid, il ministro Schillaci accusa la Cina: "Hanno dato una lezione su come non si gestisce una pandemia"”.
Ma non avevamo votato per cambiare tromboni? Come sempre, allora, tutto deve cambiare proprio perché tutto resti come prima?
La lezione su come non si deve gestire una pandemia l’abbiamo data al mondo noi italiani con le corbellerie sancite per DPCM. Abbiamo vantato di aver sconfitto la diffusione del contagio non solo con il distanziamento metrico, con gli schermi in plexiglass, con le soluzioni idroalcoliche, con i guanti e le mascherine prima di Bunny e poi dei verniciatori di autocarrozzerie, con il lockdown, il “lavoro agile”, le visite mediche via internet e whatsapp, il green pass, il super green pass, e le sospensioni dal lavoro; ma anche con i vaccini che impediscono il contagio... no, non impediscono il contagio, ma impediscono di sviluppare sintomi... no, non impediscono di sviluppare sintomi, ma impediscono di ammalarsi seriamente... no, non impediscono di ammalarsi seriamente, ma impediscono di finire in ospedale... no, non impediscono di finire in ospedale, ma impediscono di morire... no, non impediscono di morire, ma ne muoiono di più tra i non vaccinati (forse)..., che durano cinque anni..., no, tre mesi..., che devono essere fatti in due dosi..., no, tre..., no, quattro..., no, cinque...
Poteva sembrare uno sketch di comici alle prime armi, ma è stato invece quello che è realmente accaduto nell’arco di quasi tre anni. E adesso, invece di nascondersi nella speranza di essere dimenticati, gli italici “esperti” tornano a dar lezioni di malattie infettive a un mondo che li guarda allibito. E i politici ci ricascano beatamente. Speravamo che nessuno avrebbe ripetuto gli errori del ministro Speranza, e invece adesso le nostre speranze scolorano nella disperazione.
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