Le “motivazioni” addotte per l’aggressione militare all’Ucraina non assolvono la Russia da una condanna “a prescindere”, ma non possono nemmeno essere accantonate senza un doveroso esame. Prima di dedicarsi all’enunciazione di quelli che sarebbero gli scopi “reali” di natura economica dietro quell’aggressione, è necessario prender nota degli scopi “dichiarati”, senza i quali non sarebbe stato possibile perseguire gli scopi “reali”. E obiettivamente della politica ucraina nel Donbass tutto si può dire, tranne che sia stata molto rispettosa della popolazione di lingua e cultura russa. Proviamo allora a fare un paragone con casa nostra. Quando nel 1920, in seguito alla sconfitta dell’Impero Austro-Ungarico, il Sud Tirolo venne annesso al Regno d’Italia, si decise di “italianizzare” la regione favorendovi l’immigrazione di famiglie provenienti da altre regioni d’Italia e incentivando l’emigrazione verso Austria e Germania della popolazione germanofona. La situazione iniziò a cambiare nel 1946, con l’accordo De Gasperi-Gruber, che riconobbe l’uso della lingua tedesca. Poi nel 1948 venne istituita la regione a statuto speciale. Inizialmente, non tutto quanto previsto dai trattati venne attuato, per cui nel 1972 la questione venne portata davanti alle Nazioni Unite. Come risultato, venne creata la provincia autonoma di Bolzano, con ampie competenze di autogoverno. Oggi, se venisse promosso un referendum per decidere se rimanere con l’Italia o passare all’Austria, è probabile che non solo gli italofoni ma anche molti germanofoni sceglierebbero di rimanere “cittadini speciali”, privilegiati e coccolati in Italia,  piuttosto che diventare “cittadini normali” in Austria. In sostanza, il trattamento che abbiamo riservato al Sud Tirolo è lontano anni luce da quello che hanno dovuto subire gli abitanti del Donbass ad opera dei governi ucraini. A parte il folkloristico (o forse non solo folkloristico) uso di simboli nazisti da parte di qualche battaglione ucraino, c’è dunque un innegabile paragone da fare tra la politica ucraina nel Donbass e la politica del ventennio fascista italiano in Sud Tirolo, ed è un paragone che non va a vantaggio della politica ucraina. Forse il Sud Tirolo non ha giacimenti di carbone e di petrolio, ma in ogni caso l’Austria non troverebbe alcun motivo, neanche a cercarlo con il lanternino, di invadere il Sud Tirolo militarmente per annetterselo. Alla Russia il motivo per invadere il Donbass l’Ucraina invece l’ha offerto su un piatto d’argento. Non capire queste cose è estremamente grave e si spiega col fatto che settant’anni di “antifascismo” di maniera, durante i quali lo studio del fascismo è stato proscritto per permettere una propaganda insulsa, hanno creato l’ignoranza necessaria a non riconoscerlo quando e dove rinasce.

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