Prima che se ne perda il ricordo, vorrei far sapere ai più giovani che fino a circa gli anni Ottanta del Novecento la Croce Rossa raccoglieva fondi vendendo alle cartiere i giornali vecchi e altra carta che i suoi volontari recuperavano presso le famiglie. Oggi la carta è uno dei rifiuti che le famiglie sono obbligate a differenziare. Qualcuno che non è la Croce Rossa raccoglie questa carta e... E cosa? Secondo voi, con i soldi che le famiglie pagano come tassa sull’immondizia, questo qualcuno acquista il diritto di conferirla alle cartiere che ne trarranno nuova carta riciclata che poi distribuiranno gratuitamente agli indigenti? Dunque anche voi, cultori del dubbio, non avete creduto alla favola che il Lupo abbia mangiato la Nonna e Cappuccetto Rosso e vi siete invece convinti che sia stato il Cacciatore che ha mangiato prima il Lupo, poi la Nonna, e poi Cappuccetto Rosso. Bravi! Finché ci sarà gente come voi, i nostri politici e i loro amici non ce la faranno mai a metterci nel sac...
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Visualizzazione dei post da maggio, 2022
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Quando vedo in televisione qualcuno degli “esperti” che si industriano a informarci sulle ultime novità in materia di epidemie, la prima reazione è di fastidio, ma poi mi tornano in mente gli anni della mia gioventù quando (si era ai primi anni Ottanta) facevo anch’io un po’ la stessa cosa. Non andavo in televisione, anche perché a quell’epoca la televisione non considerava ancora medicina e salute argomenti che potessero fare audience. Ho tenuto però per qualche tempo rubriche di novità dal mondo della medicina per due rotocalchi, uno della RCS (“Salve”) e uno della Mondadori (“Starbene”). In sostanza si trattava di spigolare notizie, meglio se curiose o “preoccupanti”, dalla letteratura medica, soprattutto anglosassone. La scelta era caduta su di me semplicemente perché conoscevo il direttore di una di quelle riviste (che ho seguito quando è passato all’altra) e perché a quei tempi ero uno dei pochi medici che conoscevano l’inglese. Giovane, desideroso di arrotondare le mie entrate,...
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Diceva Gilbert Keith Chesterton che “senza istruzione corriamo il rischio di prendere sul serio le persone istruite”. E, aggiungo io, le persone istruite ne approfittano per dire stupidaggini ed essere prese sul serio lo stesso. È quanto è accaduto con la “pandemia” da Coronavirus scoppiata nel 2019. Le persone istruite, in questo caso i medici, hanno detto di indossare mascherine per impedire la trasmissione di un virus più piccolo degli interstizi nella trama delle migliori mascherine; hanno detto di mantenersi distanziati di un metro per non contagiare od essere contagiati, come se l’aria, dopo aver trasportato il virus per novantanove centimetri, esausta, lo lasciasse cadere al suolo; e hanno detto per due anni di vaccinarsi con un vaccino prodotto all’inizio della pandemia contro un virus che ogni tre o quattro mesi muta le sue caratteristiche antigeniche e quindi non è più uguale a quello servito come modello per il vaccino. A proposito del vaccino, hanno persino detto che, inve...
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Vi racconto una storia, ma è solo per voi. Mi raccomando: non dite niente ai virologi, perché potrebbero rimanerci male. Dunque, nel 1946 il governo britannico, preoccupato per la perdita di ore lavorative causata dal raffreddore, decise di istituire un gruppo di ricerca su questa malattia, allo scopo di capire da quali agenti infettivi era provocata, come si diffondeva, e quali mezzi si potevano impiegare per impedirne la diffusione e per curarla. Al gruppo, chiamato Common Cold Research Unit, venne assegnato un vecchio ospedale militare situato a Harnham Down, poco fuori Salisbury e la direzione venne affidata a sir Christopher Andrewes, il virologo che nel 1933, lavorando con il National Insitute for Medical Research, aveva scoperto il virus dell’influenza A e aperto così la strada allo sviluppo del vaccino anti-influenzale. Parte delle attività della Common Cold Research Unit consisteva nel reclutare volontari che, dietro un piccolo compenso, venivano ospitati per un paio di s...
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“Putin è pazzo, Zelens’kyj è sano di mente”. Se lo dite voi... Io però, se avessi ricevuto dal popolo il mandato di amministrare uno stato nel modo migliore per i suoi abitanti non avrei provocato una guerra per impedire a un “pazzo” di annettere un parte del territorio del mio stato, anche perché non si tratterebbe del “mio” stato, ma di uno stato che appartiene, pezzo per pezzo, a chi vi abita. Facciamo l’esempio dell’Italia. Se io avessi il potere di decidere, non obbligherei mai e poi mai i piemontesi a combattere e morire per impedire agli albanesi di annettersi la Puglia; e allo stesso modo non obbligherei mai e poi mai i pugliesi a combattere e morire per impedire ai francesi di annettersi il Piemonte. Da chi essere comandati, a chi pagare le imposte, che lingua parlare, etc. sono tutte questioni che interessano il singolo cittadino e, se mai, la popolazione interessata al mantenimento o al cambio dello status quo. L’ideale sarebbe che ogni circoscrizione, dalla più piccola (il...
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Bisogna dare atto alla Gran Bretagna di una grande costanza nella sua politica. Se nel conflitto russo-ucraino ha deciso di contrastare il tentativo dei Russi di riprendersi la Crimea e il Donbass, nel 1982 aveva spedito quasi trentamila uomini (tra i quali il principe Andrea) e più di un centinaio di navi e di aerei per contrastare il tentativo degli Argentini di riprendersi le Falkland (o Isole Malvine, come le chiamano gli Argentini): un centinaio di scogli e isolette per un totale di 12mila km quadrati, con circa tremila abitanti. Il risultato fu che la Gran Bretagna ebbe 255 morti e 777 feriti, l’Argentina 649 morti e 1068 feriti (e 3 civili morti), e le Falkland, a tredicimila chilometri dalla “madrepatria” britannica poterono rimanere saldamente in mano alla Gran Bretagna. Ne valeva sicuramente la pena, e allora figuriàmoci quindi se non vale la pena di distruggere l’Ucraina, far morire qualche decina di migliaia di persone fra militari e civili, mandare a carte quarantotto l’e...
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Ma i politici non ce la fanno proprio ad astenersi dal dire stronzate? Commentando i possibili sviluppi del conflitto russo-ucraino, hanno detto che “non si possono accettare confini stabiliti con le armi”. Già, e come credono che sono stati stabiliti i confini della maggior parte degli stati del pianeta, che loro ritengono immodificabili fino alla fine dei tempi?
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Marzo 2022. Le forze armate della Federazione Russa invadono l’Ucraina. Aveva motivi validi? Non ne aveva? Ciascuno può dare la risposta che vuole, basandosi sulle proprie, e solitamente scarse, conoscenze della storia e della geografia dell’Ucraina e, più facilmente, sulle proprie simpatie politiche e sulla fiducia accordata ai canali ufficiali o non ufficiali di informazione. C’è però un aspetto della questione che, basato su pochi e semplici dati, non può essere considerato sottoposto a soggettività. Mi riferisco al coinvolgimento degli Stati Uniti d’America. Che cosa c’entrano con il conflitto russo-ucraino? Forse la Federazione Russa o l’Ucraina si trovano nel continente americano? No. Nè la Federazione Russa nè l’Ucraina si trovano nel continente americano. Fanno magari parte della NATO? No. Nè la Federazione Russa nè l’Ucraina fanno parte della NATO. E allora che cosa c’entrano gli Stati Uniti d’America? E per quali motivi si permettono di interferire con l’Unione Europea e co...
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Io non mi chiedo se Vladimir Putin sia migliore o peggiore di Saddam Hussein, ma 1) so che gli Americani vogliono far cadere Vladimir Putin, 2) so che gli Americani hanno fatto cadere Saddam Hussein, 3) so cosa è successo dopo che è caduto Saddam Hssein, e 4) so che la Federazione Russa è molto più grande dell’Iraq. Essere coglioni una volta è scusabile. Esserlo due volte, no.
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I governi europei ed americano presentano come eroe un capo di stato che per preservare l’integrità terrioriale del suo Paese ne sta provocando la distruzione, oltre a provocare decine di miglia di morti e di feriti fra il suo popolo. Indubbiamente ci possono essere tantissimi cittadini di uno stato che, convinti dalla propaganda nazionalistica, sono disposti a qualsiasi sacrificio e a qualsiasi lutto per preservare l’integrità territoriale del loro Paese, ma non dimentichiamo che quei sacrifici e quei lutti non verranno poi sopportati solo da quei cittadini, ma dovranno essere sopportati anche da quei loro concittadini per i quali l’integrità territoriale non vale alcun sacrificio. Ed è inutile nascondersi che addirittura ci sono sicuramente vasti stradi della popolazione per i quali appartenere allo stato cui appartengono o ad uno stato diverso è la stessa cosa, per i quali che il capo dello stato sia un connazionale o uno straniero non importa nulla, e per i quali essere obbligati ...
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Primo Maggio: festa del lavoro e dei lavoratori. Festa? A giudicare dal tono e dalla qualità delle manifestazioni, sì: è proprio una “festa”. Concerti e “concertoni”, cortei all’insegna del “sentiàmoci assieme”, scampagnate... E poi discorsi retorici pronunciati da gente che non ha mai lavorato e che cerca un uditorio chiedendo l’impossibile o il superfluo... Ma il Primo Maggio era stato concepito dalla Seconda Internazionale nel 1889 per ricordare il massacro di piazza Haymarket che aveva avuto luogo a Chicago nel 1886 durante una manifestazione in supporto ai lavoratori in sciopero. Non si ricordano dei morti facendo bisboccia. I morti, i morti di quel maggio lontano come pure tutti coloro che sono morti e muoiono lavorando o chiedendo il rispetto dei propri diritti, si ricordano fermandosi, e non tanto fermandosi dal lavoro, ma fermandosi soprattutto dal far festa. Forse oggi non tutti sono in grado di commuoversi, ma dovremmo almeno dedicare a quei morti un rispettoso silenzio.