Prima che se ne perda il ricordo, vorrei far sapere ai più giovani che fino a circa gli anni Ottanta del Novecento la Croce Rossa raccoglieva fondi vendendo alle cartiere i giornali vecchi e altra carta che i suoi volontari recuperavano presso le famiglie. Oggi la carta è uno dei rifiuti che le famiglie sono obbligate a differenziare. Qualcuno che non è la Croce Rossa raccoglie questa carta e... E cosa? Secondo voi, con i soldi che le famiglie pagano come tassa sull’immondizia, questo qualcuno acquista il diritto di conferirla alle cartiere che ne trarranno nuova carta riciclata che poi distribuiranno gratuitamente agli indigenti? Dunque anche voi, cultori del dubbio, non avete creduto alla favola che il Lupo abbia mangiato la Nonna e Cappuccetto Rosso e vi siete invece convinti che sia stato il Cacciatore che ha mangiato prima il Lupo, poi la Nonna, e poi Cappuccetto Rosso. Bravi! Finché ci sarà gente come voi, i nostri politici e i loro amici non ce la faranno mai a metterci nel sacco.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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