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Visualizzazione dei post da novembre, 2021
  È da qualche tempo che osservo e registro la stupidità del “sistema” ( https://www.amazon.it/stupidit%C3%A0-potere-Antonio-Enrico-Attanasio/dp/B095MCY396/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1636738048&sr=8-4 ), ma una delle cose che continua a intrigarmi e anzi mi intriga sempre più è l’assoluta cecità tanto della politica quanto della ricerca sociologica di fronte al fenomeno dei “no-vax”. Come medico che ha ricoperto anche ruoli di igiene pubblica, conosco bene questo fenomeno, con cui mi sono dovuto confrontare negli anni, e ne conosco l’entità, che è sempre stata numericamente del tutto trascurabile. Oggi quelli che rifiutano i vaccini anti-covid proposti e imposti dalle autorità sanitarie non sono poche decine di migliaia, ma sono oltre sei milioni. Prima di appiccicare a tutti costoro l’etichetta di “no-vax” sarebbe opportuno come minimo verificare quanti sono contrari a “tutti” i vaccini e quanti sono contrari invece solo al vaccino anti-covid. E sarebbe poi an...
  In Italia i bambini fra i 5 e gli 11 anni sono circa 3.680.000. Considerando una media di 1,3 figli per donna, si avrebbero circa 2.830.000 famiglie con figli tra i 5 e gli 11 anni. Arrotondiamo a 2.500.000 famiglie e ammettiamo pure che la metà sia felicissima di vaccinare i bambini contro la COVID-19. Questo ci lascia comunque con più di 1.200.000 mamme e 1.200.000 papà inferociti all’idea che qualcuno si impunti a iniettare il prezioso elisir di lunga vita ai loro pargoletti. “Voglio una vita spericolata,” dice Vasco Rossi, ma non è solo lui, evidentemente.
  Nella congerie di dati, affermazioni, numeri, consuntivi e previsioni accumulata in quasi due anni di pandemia ci sarà pure da qualche parte una tabella dell’andamento della letalità del SARS-CoV-2 ma, se c’è, deve essere molto ben nascosta. Peccato che però è anche l’unica tabella che contenga informazioni utili per la definizione di una politica sanitaria seria, che non sia suscettibile di sospetti. In una pandemia il problema non è come si chiama in virus e come viene in fotografia,   né quanto lentamente o velocemente si diffonde, né chi infetta preferenzialmente. Il problema è che cosa fa e a chi quando entra nell’organismo dei suoi ospiti e come quel qualcosa cambia nel tempo. In parole povere, quello che interessa sapere a proposito del SARS-CoV-2 è la percentuale dei morti sui contagiati: qual’era quella percentuale all’inizio della pandemia, e come è variata, se è variata, mese per mese nell’arco di questi venti mesi o più. Ed è la sola cosa che dovrebbe essere co...
  Brutto pensiero, politicamente scorrettissimo, di cui dovreste vergognarvi come me ne vergogno io se doveste condividerlo. Pur con tutte le esecrazioni di questo mondo, oggi le società di capitali, prima ancora di delocalizzare per approfittare del minor costo del lavoro e delle materie prime, vanno a pagare le tasse dove più loro conviene all’estero. Immaginate se, per una dovutissima par condicio, questo fosse possibile anche ai semplici cittadini. Prima ancora di trasferirmi in qualche Paese più confacente alle mie esigenze ed alla mia weltanschauung, potrei scegliere di pagare le tasse in qualche Paese meno rapinatore. Vi immaginate cosa succederebbe al nostro Fisco e ai nostri Governi se i semplici cittadini potessero farlo? Conosco l’obiezione “morale”: le tasse servono a pagare i servizi, e quindi vanno pagate al Paese di cui si sfruttano i servizi. Sì, ma è anche questo il punto. Non solo il mio Paese mi fa pagare somme esorbitanti per servizi che non valgono quelle som...
Chi è convinto dell’utilità dei vaccini anti-covid registrati in Europa e USA fa bene a farsi somministrare tutte le dosi che vengono man mano consigliate, e nessuno ha il diritto di ridere di lui. Quello che invece non va bene è che venga obbligato, di fatto se non ancora per legge, a subire quella vaccinazione anche chi, dopo un anno di martellante campagna “informativa”, non si è ancora convinto. E non va bene liquidare tutti gli scettici come “no vax”. Prima della comparsa della COVID-19, l’appellativo “no vax” propriamente si riferiva a chi era contrario a tutti i vaccini, per principio: una contrarietà democraticamente rispettabile ma sperimentalmente priva di basi solide, e questi "veri no vax” costituivano una percentuale minima della popolazione e del tutto insignificante dei medici. I contrari agli attuali vaccini anti-covid sono invece una percentuale molto più alta della popolazione e persino dei medici, cosa che dovrebbe indurre a qualche riflessione i sostenitori del...
Per i cultori del politicamente corretto, il paragone fra la situazione politica attuale e quella di circa novant’anni fa è irritante, ma obiettivamente i punti di contatto sono numerosi e suggestivi. Tra di questi c’è un fatto marginale, che però non riesco a lasciar perdere. Per quanto riguarda le misure di prevenzione della pandemia da COVID-19, fino all’estate di questo anno 2021 l’Austria aveva meno restrizioni dell’Italia. Poi il 9 settembre il Cancelliere Sebastian Kurz viene costretto alle dimissioni in seguito ad accuse di “favoreggiamento della corruzione”, in merito a fondi che sarebbero stati usati nella campagna elettorale del suo partito, e l'Austria diventa addirittura più restrittiva dell'Italia. La faccenda ricorda molto i metodi di lotta politica già utilizzati recentemente in Italia, ma quello che mi ha incuriosito non è tanto il mezzo usato per liberarsi di Kurz, quanto il motivo. E un’ipotesi di motivo me l’ha offerto l’improvviso e radicale cambiamento d...
La competizione fra virus (e fra varianti di virus) avvantaggia quello che si diffonde meglio e quello che non uccide il suo ospite. La crescente diffusività può coesistere solo con una decrescente letalità. Mi sembra quindi un po’ peculiare che, di una nuova variante, si parli della diffusività prima che della letalità. Una maggiore diffusività accoppiata ad una maggiore letalità serve poco al virus: potrebbe essere la nostra fine, ma prima ancora è la sua. In ogni caso quello che ci importa sapere è quanto è “cattivo” il virus. Un virus che, se preso, fa vivere cent’anni in salute, quanto più si diffonde, tanto meglio. Vorremmo prenderlo tutti. O no? Allora, per quale motivo, di una nuova variante, ci parlano solo o prima della diffusività, quando quello che fa la differenza e che ci interessa è la sua “cattiveria”?  
  Quando eravamo alle elementari a Firenze nel 1476, il mio compagno di banco Niccolò mi diceva che se hai un rimedio-patacca da vendere ai gonzi per un dato problema: 1) devi aspettare che il problema vada esaurendosi per conto suo (tanto, prima o poi, tutto finisce e, prima di finire, si attenua); 2) quando il problema comincia ad attenuarsi devi nascondere i miglioramenti e andare puntigliosamente in cerca di eventuali peggioramenti e amplificarli (se non ne trovi, li inventi); 3) devi lasciar passare il tempo che serve, e poi applicare la tua soluzione; 4) a questo punto non resta che documentare i miglioramenti e attribuirli al tuo rimedio; 5) se le vendite dovessero cominciare a rallentare, devi ricordare alla gente come andavano le cose prima dell’applicazione del tuo rimedio e, se non basta, torni al punto 2.
  Adesso dicono che i vaccini a mRNA o vettore virale “perdono efficacia” dopo tot mesi (da quattro a sei, ma ciascuno dice quello che vuole). Generosa ammissione dei pro-vax ai no-vax? Può darsi, ma a me sembra piuttosto una mossa di marketing analoga alla “obsolescenza programmata” che obbliga i consumatori a riacquistare le stesse cose dopo pochi anni. Cosa vuol dire che i vaccini “perdono efficacia”? Non credo proprio che le percentuali pubblicate si riferscano ai morti tra i vaccinati. Si riferiscono evidentemente ai vaccinati nei quali i livelli anticorpali sono scesi sotto una certa soglia. Ora, che “quegli” anticorpi (gli “anti-spike”) servano a qualcosa io non lo credo affatto (i soli anticorpi in cui avrei qualche fiducia sarebbero quelli prodotti in seguito alla vaccinazione con il virus attenuato o inattivato), ma questo è un altro discorso. Proviamo a ragionare dalla parte dei fautori degli attuali vaccini e ammettiamo pure che gli anticorpi prodotti dai loro vaccini...
Continuo a sentire pubbliche sviolinate ai medici per come sono stati e sono eroici e bravi in questa epidemia. Poi in privato la gente mi dice che dall'inizio dell'epidemia non può andare dal medico se non su appuntamento da prendere per telefono, che al telefono il medico non risponde quasi mai, che quando risponde dà appuntamenti impossibili, che se poi gli si chiede una visita a domicilio risponde che non ha tempo (quando non è la moglie o la segreteria a rispondere che bisogna parlare col medico, che però è fuori per visite e che non si sa quando rientra), oppure si limita a fare domande e a consigliare farmaci per telefono e prescriverli telematicamente perché non vuole andare in giro a diffondere il contagio. E se qualche fortunato riesce a vedere il suo medico, lo trova vestito da astronauta e viene tenuto a due metri di distanza. Se poi tocchiamo l'argomento "ospedale", sembra che per molti accedervi sia più difficile che accedere alla Casa ...
  Dato che si sta discutendo sulla possibilità di introdurre l’obbligo di vaccinazione anti-covid e si menziona il fatto che abbiamo già alcune vaccinazioni obbligatorie, credo necessario soffermarsi su due dati basilari. Il primo: le vaccinazioni attualmente obbligatorie sono state introdotte dopo anni di sperimentazioni e anni di impiego come vaccinazioni facoltative, non dopo pochi mesi di sperimentazioni frettolose. Il secondo: le vaccinazioni attualmente obbligatorie vengono fatte ai bambini poco dopo la nascita con un protocollo studiato per assicurare loro una protezione per tutta la vita, e vengono fatte quando è lecito presumere che il vaccinando non abbia ancora fatto in tempo ad incontrare l’agente infettivo, mentre la vaccinazione anti-covid viene attuata indiscriminatamente su una popolazione in cui è estremamente probabile che molti individui siano già stati contagiati e quindi non abbiano bisogno di essere vaccinati. Di conseguenza, sostenere che è accettabile render...
  Ad uso e consumo di chi si è dimenticato della nostra storia recente... Nel gennaio e febbraio 2020, virologi ed epidemiologi ricordarono quello che si era sempre saputo e detto a proposito delle epidemie virali, e cioè che finiscono quando si raggiunge l’immunità di gregge. Questo approccio realistico ma fatalistico incontrò la rabbiosa reazione delle persone “adulte e responsabili”, che non potevano accettare che non si facesse nulla contro un’epidemia che minacciava la salute e la vita di tante persone. E così la frase “immunità di gregge” divenne anatema e vennero introdotte le misure “preventive” che abbiamo ben conosciuto, dai guanti ai disinfettanti, dalle mascherine agli schermi in plexiglas, dal distanziamento di un metro al lockdown. Quello che ci sono costate quelle misure non lo sapremo mai, e a che cosa siano servite, nemmeno. Quando però, sul finire del 2020, arrivarono i vaccini, il concetto dell’immunità di gregge venne rispolverato. Adesso i vaccini servivano a r...
  Lo ammetto: io credo all’esistenza dell’Australia anche se non ci sono mai stato di persona. Quindi, per coerenza, dovrei credere anche a tutto quello che mi dicono i media (“Visto in TV!”) anche se non ho la possibilità di verificarlo di persona. Sì, ma c’è un problema. Per quanto io mi sforzi di cercarlo, non trovo nessun interesse che possa aver spinto a raccontarmi una balla chi mi ha detto dell’esistenza dell’Australia. Per la maggior parte delle cose che mi raccontano i media invece gli interessi a raccontar balle balzano all’occhio anche senza cercarli. Purtroppo quanto sta accadendo da quasi due anni con la cosiddetta “emergenza covid” viene accettato senza alcuna critica dalla maggioranza della popolazione. Questo accade non tanto per l’ovvia mancanza di cultura in ambito biologico e medico, ma soprattutto per la totale mancanza di cultura in ambito psicologico e sociologico. Ad esempio, mentre i nomi di alcuni medici e virologi sono diventati familiari al grande pub...
  So di dispiacere a molti, ma vorrei commentare il famoso protocollo della “Tachipirina e vigile attesa”, e farlo un po’ più diffusamente di quanto si fa di solito. Prima del 2020, un medico, quando si trovava di fronte ad un paziente con tosse, febbre e malessere generale, sospettava come prima cosa un’influenza. E, ricordiàmocelo, la COVID-19 non ha fatto sparire l’influenza. Qual’era (e qual’è) la terapia più indicata per l’influenza? In realtà la cosa migliore sarebbe starsene qualche giorno in casa, magari a letto, sorseggiando bevande calde, ma da anni ormai i medici “non possono” limitarsi a questi consigli, ma “devono” prescrivere farmaci. In teoria, un farmaco “risolvi-tutto” sarebbe l’aspirina, che però, anche se probabilmente solo nei bambini e molto raramente, data nelle malattie virali, può portare alla “sindrome di Reye”, una condizione molto grave con rischio di morte. I cortisonici allevierebbero i sintomi, ma sono anche un favore al virus, e i farmaci anti-infia...
  Appartengo alla generazione che negli anni ’70 si era riconciliata con la filosofia grazie a Bertrand Russell, aveva scoperto “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley e “1984” di George Orwell, e leggeva la rivista di controcultura e controinformazione “Re Nudo”. E, a proposito di “Re Nudo”, quel titolo era un’allusione alla fiaba “ Keiserens Nye Klæder ” di Hans Christian Andersen, al termine della quale un bambino grida: “Ma il Re è nudo!”. Cos’era successo? Due “sarti” (in realtà due imbroglioni) avevano spillato un bel po’ di soldi al re, convincendolo a farsi confezionare un abito meraviglioso fatto con una stoffa eccezionale, che solo le persone intelligenti potevano vedere. E il re naturalmente, non vedendo nulla ma non volendo quindi ammettere di essere uno stolto, si era lasciato ingannare, Poi anche i suoi cortigiani prima e il suo popolo poi, non volendo ammettere di essere degli stupidi, avevano “visto” quello splendito vestito fatto con quella stoffa sopraffina... che non...
  Può sembrare un argomento per iniziati o quanto meno per addetti ai lavori, una bega interna di un corpo professionale chiuso su sè stesso, ma in realtà tocca quel diritto alla salute che interessa tutti. Mi riferisco all’obbligo di “educazione continua in medicina” (in sostanza, di aggiornamento) che il DLgs 502/1992 pone in capo ai medici. Questo obbligo parrebbe la cosa più logica di questo mondo, e in parte lo è: se chiamo un idraulico, voglio che mi sistemi lo scaldabagno, non che mi allaghi la casa perché non conosce gli ultimi modelli di scaldabagno, e così, a maggior ragione, se mi rivolgo a un medico voglio che mi curi secondo le più recenti acquisizioni della medicina, non con la teriaca in uso nel Medio Evo. Ci sono però due problemi, uno di metodi e uno di contenuti. Il sistema si basa sull’obbligo per i medici di frequentare brevi corsi di aggiornamento su varie materie e di superare i relativi esami (in genere test a crocette), accumulando quindi un certo nu...
  L’Organizzazione Mondiale della Sanità, che quando conviene è citata a supporto delle loro decisioni dalle nostre autorità sanitarie, ha approvato per la vaccinazione anti-covid, alla data del 5 novembre 2021, i seguenti otto vaccini: Moderna mRNA-1273 , Pfizer/BioNTech BNT162b2 , Janssen (Johnson & Johnson) Ad26.COV2.S , Oxford/AstraZeneca AZD1222 , Serum Institute of India Covishield (Oxford/AstraZeneca formulation), Bharat Biotech BBV152 Covaxin , Sinopharm (Beijing) BBIBP-CorV (Vero Cells) , e Sinovac CoronaVac . Mancano, come si vede, il vaccino russo Sputnik V , e il Novavax NVX-CoV2373 , cosa che potrebbe dar ragione alle nostre autorità sanitarie, che non li vogliono accettare. Ma i vaccini a virus inattivato o attenuato della Bharat Biotech, della Sinopharm e della Sinovac che fine hanno fatto? Perchè questa volta le nostre autorità sanitarie danno torto all’Organizzazione Mondiale della Sanità? Sono più brave?
A proposito delle trombosi risultanti come effetti collaterali delle vaccinazioni anti-covid: la mia teoria vale quanto quella del salumiere all'angolo, ma credo che il problema delle trombosi (e dei conseguenti danni agli organi nutriti dai vasi trombizzati) sia dovuto al fatto che i vaccini che non somministrano il virus inattivato o al limite la proteina spike già sintetizzata, ma inducono la produzione della proteina spike da parte delle nostre cellule hanno come risultato l'espressione delle proteine spike non come molecole che se ne vanno in giro libere per il torrente circolatorio, ma come parte della membrana della cellula che l'ha sintetizzata. Questo significa che gli anticorpi che si formano si legano poi a queste "spike" cellulari come se fossero le spike virali e portano alla distruzione di queste nostre cellule, la maggior parte delle quali sono inevitabilmente quelle dell'endotelio vasale. E questo può essere l'avvio di una reazione di ...
In questo inizio di novembre 2021 i media descrivono l’arrivo della “quarta ondata” dell’epidemia opportunamente prevista nei mesi scorsi (come erano state via via previste la seconda e la terza). Ed è allarme per l’aumento dei contagi. Allarme per l’aumento dei “contagi”? A meno che non vada incontro a sostanziali mutazioni che lo rendano invisibile al nostro sistema immunitario, un virus non può contagiare due volte la stessa persona. Questo vuol dire che l’aumento delle persone contagiate si traduce per un virus in un aumento “di terra bruciata”, in   altre parole in un “harakiri” che segnerà in breve tempo la fine del virus e dell’epidemia. Naturalmente la brevità o lunghezza del tempo dipende da noi. Quanto più cerchiamo di contrastare la diffusione del virus, tanto più a lungo durerà l’epidemia. Il numero finale degli eventuali morti verrà spalmato in un tempo più lungo, ma il conteggio finale, in più o in meno, non cambierà di molto. Quello che cambierà sarà l’effetto sull...
So che non ve ne siete accorti, ma il "Sistema", che fino agli ultimi anni del Novecento con la pubblicità persuadeva la gente a comprare beni di consumo, dall'inizio degli anni Duemila con la pubblicità persuade la gente addirittura a comprare i mezzi con cui viene persuasa. Questo significa che non ha più senso illudersi che la gente sia ancora libera di prendere in autonomia decisioni economiche e politiche.