Continuo a sentire pubbliche sviolinate ai medici per come sono stati e sono eroici e bravi in questa epidemia. Poi in privato la gente mi dice che dall'inizio dell'epidemia non può andare dal medico se non su appuntamento da prendere per telefono, che al telefono il medico non risponde quasi mai, che quando risponde dà appuntamenti impossibili, che se poi gli si chiede una visita a domicilio risponde che non ha tempo (quando non è la moglie o la segreteria a rispondere che bisogna parlare col medico, che però è fuori per visite e che non si sa quando rientra), oppure si limita a fare domande e a consigliare farmaci per telefono e prescriverli telematicamente perché non vuole andare in giro a diffondere il contagio. E se qualche fortunato riesce a vedere il suo medico, lo trova vestito da astronauta e viene tenuto a due metri di distanza. Se poi tocchiamo l'argomento "ospedale", sembra che per molti accedervi sia più difficile che accedere alla Casa Bianca. Naturalmente ci saranno anche medici che si sono comportati e si comportano in modo professionalmente ineccepibile, ma sembra che gli organi di controllo (le ASL e gli Ordini) e i media si accorgano solo di loro, vale a dire di quello che fa loro comodo.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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