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Visualizzazione dei post da febbraio, 2023
Si dice che l’8 novembre 1793, mentre veniva portata a Place de la Concorde per essere ghigliottinata, passando davanti alla statua della Libertà, Marie-Jeanne Roland de la Platière, nota come “Madame Roland”, avrebbe pronuncuato la famosa frase: “ Liberté, que de crimes on commet en ton nom! ”. All’interminabile elenco dei crimini commessi in nome della “libertà”, va ora aggiunto il continuo invio di armi al regime di Volodymyr Zelens’kyj, motivato appunto dalla necessità di difendere la “libertà” dello Stato ucraino e addirittura la “libertà” dell’Europa intera. Sorvolando sulle indicibili sofferenze della popolazione e sugli incalcolabili danni materiali, ad un anno dall’inizio del conflitto, secondo le stime della Commissione Europea, questa “libertà” sarebbe già costata solo all’Ucraina, la vita di oltre 100mila militari e 20mila civili. Una bazzecola... Quello che rende la situazione ancora più intollerabile è il fatto che i regimi che proclamano di voler difendere la loro “li...
A proposito del naufragio nel mare davanti a Cutro... 1. Quando facevo il medico di bordo, su navi da crociera e traghetti di migliaia di tonnellate dotati di stabilizzatori, rifiutavo gli imbarchi invernali perché in quella stagione nel Mediterraneo “si balla”. La gente che “scappa” da guerre, tragedie varie e miseria sarà anche disperata, ma gli scafisti non lo sono. Per quale motivo gli scafisti organizzano queste traversate d'inverno e per giunta senza dare un'occhiata alle previsioni meteo? 2. Se proprio devi andare per forza dalla Turchia asiatica all’Europa, ti fermi in qualche isola greca, oppure sulla terraferma greca, oppure ancora risali costeggiando la sponda orientale dell'Adriatico fino all'Albania, al Montenegro, o alla Croazia. Fai qesto, se lo scopo è salvare la pelle. Ma forse lo scopo è un altro. 3. Sei proprio fuori di melone e ti intestardisci ad andare in Italia? Va bene, ma non attraversi tutto lo Ionio dal largo di Zacinto in Grecia fino ...
Qualcuno mi spiega perché una barca di migranti che parte dalla Turchia non va in Grecia e viene invece in Italia?
Sto ristrutturando casa e mi servono soldi. Quanto pagano per dire che il vaccino Pfizer previene l'infarto e che Zelens'kyj è sano di mente e ama il suo popolo?
Credo di aver perso qualche amico ucraino a causa della mia posizione anti-Zelens’kyj, ma vorrei ricordare che si possono avere posizioni politiche ma si possono avere anche posizioni umanitarie. È vero che nel secolo scorso quelli che erano contro Hitler o Mussolini avevano in maggioranza antipatia anche per i Tedeschi o per gli Italiani, ma questo non significa che tutti quelli che oggi sono contro Zelens’kyj abbiano antipatia per gli Ucraini. Anzi, proprio al contrario, è la simpatia, anche nel senso etimologico di “provare dolore insieme”, per il popolo ucraino, che motiva l’avversione e la condanna di un leader che ha spinto il suo popolo al massacro per un misto letale di ambizione, orgoglio, cinismo, miopia politica, e incapacità strategica. Un leader ha prima di tutto l’obbligo di tutelare la vita dei suoi amministrati e non può mandare nessuno a morire, per nessun ideale. Chi ritiene che la sua vita vale meno di un ideale è liberissimo di sacrificarla, ma può sacrificare solo ...
"Meloni: impegno governo impedire partenze e tragedie". Già, e per andare sulla luna occorre una scala abbastanza lunga. Mettétevelo bene nella zucca: dissuadere quella gente dall'intraprendere il viaggio sospendendo gli aiuti in mare e tenendo chi arriva chiuso a vita nei centri di raccolta sarà politicamente scorretto ma forse ancora possibile. Impedire le partenze di gente che si è già fatta migliaia di chilometri per arrivare alle sponde del Mediterraneo, oltre che politicamente scorretto, è una pia illusione (o, meglio, una presa per i fondelli).
Ma come minchia fermate le partenze dei migranti? Pattugliando le coste del Nord Africa e obbligando col mitra puntato chi s'è fatto duemila chilometri a tornare indietro e sparando su quelli che non obbediscono? Interessante! Realizzando "hot spots" in Libia e Tunisia, per tenerveli fino a che non si decidono a tornarsene a casa? Ottima idea: gli "hot spots" è meglio che siano lontani dai nostri occhi sensibili e delicati. Oppure pensate di pattugliare (sempre col mitra carico e pronto a sparare) qualche decina di migliaia di confini nell'Africa sub-sahariana? O magari ancora, come si usava nell'Impero Romano poco prima della sua caduta, proponete di pagare i "Barbari" perché non invadano il nostro giardino di delizie? Le partenze non possono essere fermate. Possono solo essere disincentivate smettendo di fornire assistenza di qualsiasi genere a chi ci conta e mettendo in galera chi viola i nostri confini. Non vi va di farlo? Ok, ma allora sta...
"Bisogna favorire i canali legali per far arrivare in modo legale e sicuro i migranti in Europa!". Ma vi siete bevuti il cervello? L'Europa è un continente decotto e non sarà certo legalizzando la schiavitù che cambieremo le cose. Il futuro è in Africa e in altre parti del mondo. Se migrazioni devono esistere, possono se mai essere dall'Europa all'Africa e agli altri continenti. Va bene che la geografia è stata quasi del tutto abolita nelle scuole, ma almeno un piccolo corso al CEPU non volete proprio farlo?
Da giovane sono stato filo-americano. Ero ben consapevole del dito puntato contro il “complesso militare-industriale” americano da parte della cultura pacifista in cui un po’ mi riconoscevo, ma ero ugualmente consapevole della diffidenza che pur esisteva nei confronti di quel complesso anche da parte dello stesso establishment . Ad esempio, il 17 gennaio 1961, nel suo discorso di commiato, il Presidente degli Stati Uniti, il generale Dwight D. Eisenhower, disse: “ We must guard against the acquisition of unwarranted influence, whether sought or unsought, by the military–industrial complex. The potential for the disastrous rise of misplaced power exists, and will persist ” (“Dobbiamo guardarci dall’acquisizione, intenzionale o meno, di un illecito potere di influenza da parte del complesso militare-industriale. Il rischio di un disastroso aumento di poteri fuori dal controllo democratico esiste e continuerà ad esistere”). Riguardo poi alle responsabilità del “braccio industriale” di q...
Da tempo ormai, col beneplacito di produttori di non eccelsa levatura, nella conduzione dei talk-shows televisivi imperversano le oche giulive. Il più recente insulto al buon gusto e al buon senso si è avuto questa sera, quando una di loro, riferendosi in tono elogiativo agli sforzi bellici di Zelens’kyj, ha notato che gli Ucraini “hanno pochi uomini ma un forte senso di nazione”. Be’, un forte senso di nazione è quello che ha tentato di creare nel nostro Paese il Governo giunto al potere nel 1922 e che ha provocato a noi e non solo a noi non pochi e non lievi problemi. Certe oche (con rispetto parlando per i palmipedi) dovrebbero spiegare che cosa intendono per “nazione”, e che cosa garantisce che i confini di una “nazione” coincidano esattamente con quelli di uno Stato, e non siano nè più limitati nè più estesi.
"Nessuno tocchi Caino" (con Abele fate quello che volete, ché non ce ne importa nulla).
Si parla di rottamare le cartelle esattoriali sotto i 1000 euro, ma i 100 euro di multa imposti da Draghi a chi non si è vaccinato contro il covid la Meloni li vuole cash.
La Meloni sta sbagliando tutto quello che si può sbagliare. Se voleva farci rimpiangere Renzi, Conte e Draghi, ci sta riuscendo alla grande.
Agli ingannapopolo che cianciano di trattative per far finire la guerra russo-ucraina ricordo che la diplomazia può impedire che inizi una guerra o porle termine dopo che è iniziata solo quando ENTRAMBI i contendenti sono disposti a fare concessioni. In caso contrario, la guerra inevitabilmente inizia e, una volta iniziata, può finire solo con la totale sconfitta di uno dei due contendenti. Bisogna essere in mala fede per far finta di non capire una cosa così banale.
Mi spiace per i miei tanti amici di destra, ma oggi mi sento fiero di non aver votato per la Meloni.
Trovo sempre più difficile capire la contrapposizione fra sostenitori dell'idea di Stato, contrari ad ogni organizzazione sovranazionale, e sostenitori di un mondialismo omogeneizzante. Come spesso accade, "in medio stat virtus". L'uniformità è la fine dell'evoluzione. L' evoluzione infatti richiede, non solo nei fatti biologici ma anche nei fatti sociali la presenza di differenze a cui attingere. D'altra parte non è con gli Stati chiusi gelosamente entro confini immutabili che si ottiene la difesa delle differenze, anche perché quasi mai gli Stati racchiudono popolazioni e culture uniformi. Più spesso i confini degli Stati tengono prigioniere popolazioni e culture diverse, che però vengono spinte in modo a volte sfacciato e a volte subdolo, a perdere la loro identità in nome di una falsa e artificiale "identità nazionale". È necessario opporsi alla deriva mondialista, ma anche alla rinascita di quel nazionalismo otto-novecentesco c...
Ho condiviso un post sulle cause della guerra in Ucraina, che "contiene informazioni che fact-checker indipendenti hanno dichiarato essere false" (così dice Facebook). Se Facebook crede che possano esistere "fact-chechers" indipendenti, è meglio che scenda dal pero. Ma forse Facebook non è così ingenuo, e cerca solo di compiacere i suoi finanziatori trasformandosi in veicolo di informazioni pilotate. Però a quei finanziatori vorrei dire di fare attenzione, perché è sempre meglio che gli oppositori al regime siano liberi di esprimersi, così che possano essere contati. Costringerli nell'ombra vuol dire privarsi della possibilità di conoscerne il numero, col rischio di svegliarsi un giorno circondati e schiacciati. La censura è stata sempre un autogoal.
Gli attuali membri del Parlamento e del Governo appartengono in larga parte alla generazione che negli anni Settanta marciava in nome della pace e della nonviolenza, o tutt’al più alla generazione dei figli. Permettetemi dunque una riflessione. A parlare di pace e a rimanere in pace sono buoni tutti, quando non ci sono guerre in giro. Analogamente, a parlare di nonviolenza e a mettere fiori nei cannoni del prossimo sono buoni tutti, quando non si è destinatari di atti di violenza. Quello che è più difficile, e che unicamente può a buon titolo meritare la qualifica di pacifismo e di nonviolenza, è trattenersi dall’accettare la guerra quando ne viene dichiarata una e dal rispondere alla violenza quando se ne è oggetto.   Utopie? Va bene, ma allora evitiamo di far la figura degli ipocriti vantandoci di essere contro la guerra e la violenza. Diciamo francamente, a viso aperto, che magari (magari...) non saremo noi i primi a dichiarare una guerra, a mandare un esercito a invadere un...
Credevo di essere politicamente scorretto io, ma il mio amico Beppe mi batte a mani basse. Questa mattina siamo passati davanti a un cantiere, e io gli ho detto: “Guarda, gli operai sono tutti stranieri. Una volta c’erano solo italiani, ma oggi gli italiani non vogliono fare questi lavori e preferiscono prendere una laurea”. Lui mi ha risposto: “Per fortuna! Stupidi e ignoranti come sono oggi certi italiani, fanno meno danni in lavori da laureati che come operai”. 
LA MIA PADANIA ( Abbadia Oggi , 21 maggio 1999, pag. 3) Sono nato a Lecco cinquant’anni fa, in tempi in cui per essere lecchesi bastava essere nati all’ombra del Resegone. Io che ero addirittura nato all’ombra del campanile di San Nicolò nella clinica delle Suore Misericordine, per un bel pezzo non ho avuto dubbi sul fatto di essere lecchese. E che cos’altro potevo essere? Conoscevo palmo a palmo tutta Lecco e i suoi rioni, avrei potuto camminare a occhi chiusi sui sentieri delle sue montagne, e la Canottieri avevo cominciato a frequentarla quando ero ancora sul passeggino. Oltre a tutto, il “presidentissimo” dell’A.C. Lecco negli anni in cui la squadra era arrivata in serie A era cugino di mio padre (e quindi erano zii e cugini di mio padre anche i proprietari della FILE, fabbrica delle lampadine “Leuci”, nome allusivo tanto alla luce quanto al nome latino della città). Potrei anche aggiungere, ma è il senno del poi, che da ragazzino sono stato compagno di giochi e di studi di...
L’infezione delle persone vaccinate contro la COVID-19 è un ulteriore motivo di dubbio sulla cultura/intelligenza o sulla buona fede di chi ha gestito (e sta gestendo) il problema. Un “vaccino”, proprio per il suo meccanismo d’azione, non ha lo scopo nè la capacità di attenuare la gravità della malattia, ma ha lo scopo e la capacità di impedire la sopravvivenza dell’agente infettivo nell’organismo vaccinato oltre il tempo strettamente necessario alle difese immunitarie per neutralizzarlo (e renderlo quindi irrilevabile con le analisi di laboratorio più sofisticate, figuriàmoci con un banale tampone). D’altra parte l’inutilità concettuale di sviluppare vaccini contro microrganismi con un’alta velocità di mutazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, è stata anche dimostrata specificatamente per i Coronavirus dalle sperimentazioni condotte dal British Medical Research Council a Harnham Down non per qualche mese, ma per circa un trentennio. Errare humanum est, perseverare autem diabolicu...
Il 17 settembre 2022, prima delle elezioni che l'hanno vista vincere, la sig.ra Giorgia Meloni scriveva: "Pronti a tutelare i diritti del superbonus e a migliorare le agevolazioni edilizie. Sempre dalla parte delle imprese e dei cittadini onesti che si danno da fare per far crescere e migliorare l'Italia". Molti hanno commentato questo "impegno" sottolineando che le cose non stanno andando propriamente così. Anche se la mancanza di parola non le fa molto onore, devo dire che secondo me, più che disattendere parzialmente quella promessa, la sig.ra Meloni farebbe meglio a rimangiarsela del tutto. Il "superbonus" (ma il discorso vale per tutti i provvedimenti simili come rottamazioni e altri) non viene pagato con denaro stampato ad hoc (cosa che, favorendo l'inflazione, non andrebbe comunque bene), ma con il denaro che con le imposte lo Stato preleva a "tutti". Però il superbonus non va a vantaggio di "tutti". Va a van...
Anche la pazienza ha un limite. Oggi, 16 febbraio 2023 la televisione non si vergogna di mostrare il pubblico che assiste alla trasmissione “Dritto e rovescio” su Rete 4, tutto con la sua brava mascherina FFP2 su naso e bocca. Avevo fatto notare fin dall’inizio della pandemia che le mascherine chirugiche servono per evitare che la ferita chirurgica venga infettata non dai virus, ma dai batteri eventualmente presenti nelle vie respiratorie dell’operatore (la maggior parte dei quali ha dimensioni da 1,00 μm a 10,00 μm ), e che le mascherine FFP servono per proteggere i lavoratori da polveri che hanno dimensioni superiori a 0,60μm (le FFP1 filtrano almeno l’80% delle particelle di tali particelle, le FFP2 filtrano almeno il 94%, e le FFP3 almeno il 99%). Pertanto le mascherine, dalle chirurgiche alle FFP3, non hanno alcuna utilità nell’impedire il passaggio dei virus, sia di quelli dell’influenza che di quelli della COVID-19, dato che questi hanno dimensioni da 0,02 a 0,30μm e quindi p...
Una riflessione sulle auto elettriche. È abbastanza logico che dietro la spinta a passare dai motori a benzina o gasolio a quelli elettrici vi siano gli interessi economici dei produttori di batterie, ma questi interessi contrastano pesantemente con quelli dell'industria petrolifera, che non è certo in mano ad agnellini deboli e mansueti. È quindi altrettanto logico sospettare che siano già stati fatti accordi secondo i quali l'energia elettrica che si deve usare per caricare le batterie non verrà fatta arrivare da "fonti rinnovabili", ma ancora e sempre e ancora di più da centrali alimentate da combustibili fossili. In tal senso si spiegano per esempio anche la spinta alla proliferazione degli impianti di degassificazione e il ripristino delle centrali a carbone indotti da embarghi apparentemente suicidi motivati (si fa per dire) dalla più assurda delle guerre combattute finora.
Se foste il capo assoluto del nostro Paese e l'Austria invadesse l'Alto Adige per annetterselo, mandereste i giovani italiani a morire per evitare che gli altoatesini paghino le tasse a Vienna invece che a Roma? Io no. E voi?
L'Europa vuole che mettiamo "a norma" le nostre case. Sapevo che la mafia dell'edilizia aveva infiltrato la politica italiana, ma non pensavo che sarebbe riuscita a infiltrare anche quella europea. Complimenti!
Alle elezioni regionali lombarde del 12 e 13 febbraio 2023 il Centro-Destra ha “vinto” con il 54,67% dei votanti. Peccato che questo corrisponda al 22,78% degli aventi diritto al voto. Sorvoliamo poi sugli altri due schieramenti, il Centro-Sinistra, votato dal 14,13% degli aventi diritto al voto, e il Terzo Polo, votato dal 4,11% degli aventi diritto al voto. In realtà il “partito” che ha vinto, anzi stravinto, queste elezioni col 58,33% degli aventi diritto al voto è stato quello di chi non crede in questa forma di “democrazia”. Sì, diciàmolo chiaramente. I politici possono illudersi e illudere i loro fans che l’astensionismo è un “fenomeno naturale” della democrazia, ma in realtà l’unico fenomeno naturale di questa forma di “democrazia” è che i politici cerchino di conservare i loro privilegi e le loro prebende. Molto semplicemente, non andare a votare significa non credere a questa forma di democrazia. Significa votare “No”a questa forma di democrazia.  
Il problema dell’astensionismo può avere molte spiegazioni, ma una è che la scelta dei candidati da proporre agli elettori avviene tenendo conto di quali candidati sono graditi alle segreterie del partito o addirittura alle segreterie dei partiti alleati, e non di quali candidati possono essere graditi agli elettori.
Il telegiornale mi ha informato che nelle zone terremotate è stata inviata un’equipe internazionale “sotto la guida italiana”. Francamente, che passaporto abbia chi è alla guida di una colonna internazionale di soccorsi mi sembra un particolare di nessuna importanza. Se la colonna è internazionale, è internazionale. Punto. Sottolineare certi particolari mi ricorda le registrazioni di quei roboanti discorsi d’anteguerra pieni d’orgoglio nazionale che ci erano stati fatti sentire a scuola per farci ridere del Governo 1922-1943. Stiamo forse tornando, sotto mutati colori, a quel tipo di governo?
Da anni ormai stigmatizziamo o addirittura portiamo in tribunale e condanniamo coloro che negano la realtà di eventi dei quali non sono stati testimoni. Obiettivamente, in molti casi quella negazione nasconde il tentativo di ridare rispettablità ai responsabili di crimini efferati e alle loro ideologie e in effetti, se fossero coerenti, quei “negazionisti” dovrebbero anche negare che siano mai esistiti Napoleone o Garibaldi, o che esistano parti della Terra in cui loro non sono mai stati. Sarebbe quindi ipocrita difendere la loro posizione. Sempre per essere obiettivi però va riconosciuto che qualcuno potrebbe avere dei dubbi non per faziosità politica, ma solo per un genuino e ingenuo ottimismo sulla natura umana, tale da fargli credere che sia possibile raccontare storie, ma che non sia possibile che degli uomini possano macchiarsi di azioni così orrende. Ma la questione più importante è un’altra, e cioè che, al di là della sua buona o cattiva fede e di quali siano le sue motivazio...
Dal TG1 apprendo che in Italia vi sarebbero “3198 farmaci con difficoltà di reperibilità”. Considerato che l’ultimo aggiornamento dell’“Essential Medicine List” dell’OMS elenca solo 433 farmaci indispensabili, a meno che tra quei 3198 farmaci difficili da reperire vi sia qualcuno dei 433 indispensabili, e dato che non possiedo azioni di ditte farmaceutiche ma sono solo un medico, posso fare il seguente commento: “chissenefrega”?  
Noto che molta gente confonde l'e-ducazione con l'in-dottrinamento. L'indottrinamento è il processo attraverso cui un individuo viene fatto entrare ("in-") nel gruppo e assimilato alla massa. L'educazione è il processo opposto, attraverso cui l'individuo viene "condotto" fuori ("e-") dalla massa così che possa sviluppare le sue doti personali, doti che verranno comunque utili al gruppo oltre che all'individuo stesso. Essere "condotti" fuori dal gruppo, fuori dal coro, fuori dalla massa è ben diverso dall'uscirne dopo che ci si è stati fatti entrare e che la si è trovata opprimente. L'individuo pericoloso per sé e per il gruppo non è chi ne è stato fatto uscire ("e-ducato") quasi tenendolo per mano, ma chi vi è stato spinto dentro a forza in nome di una socializzazione di regime. Ai genitori io consiglio di evitare ai figli quelle iniziative scolastiche, sportive o genericamente sociali che ne...
Il 1 dicembre scorso la Corte Costituzionale ha emesso tre sentenze tutte riguardanti profili di illegittimità costituzionale in riferimento alle norme che hanno previsto l’obbligo per i sanitari della vaccinazione Covid con le relative sanzioni disciplinari. In tutti e tre i casi i giudici delle leggi hanno respinto le questioni sollevate ribadendo la legittimità delle norme in nome del bene supremo della salute pubblica. "Voglio, posso, e comando!", vero? Chi ha ricevuto il mandato di gestire il potere è legittimato a imporre un obbligo solo se è in grado di dimostrarne la necessità con argomentazioni concrete. Nel caso in esame, sono state presentate da consulenti scelti esclusivamente tra i favorevoli al vaccino, e quindi senza possibilità di dibattito, argomentazioni in aperto contrasto con i principi fino a quel momento acquisiti dalla comunità scientifica, supportandole con i risultati di nuovi "studi" epidemiologici non verificabili (che poi in effetti s...
Fino almeno agli anni '70 essere anche solo empatici voleva dire essere derisi e trattati come bimbetti immaturi. Ancora nel '79 chi aveva in qualsiasi modo contribuito al salvataggio e all'accoglienza di circa 900 (diconsi novecento!) profughi vietnamiti e cambogiani veniva additato come scriteriato traditore di un'Italia che non poteva permettersi di venire "inquinata" da stranieri che avrebbero anche pesato insopportabilmente sulla nostra fragile economia. Oggi buonismo, pietismo, accoglienza, inclusione e in poche parole tutto quanto serve per guadagnarsi un posto privilegiato in Paradiso rappresentano un "must" cui non ci si può sottrarre, pena la scomunica, l'emarginazione, l'ostracismo e ancora una volta la derisione e il marchio infamante di immaturità. Posso dirlo? Se cinquant'anni fa essere deriso mi faceva arrabbiare, oggi essere deriso mi fa vomitare.
Una certa Monica Cirinnà, commentando il Festival di Sanremo, ha ritenuto di dover fare la morale a “oscurantisti, bigotti e moralisti”. Ora capisco che, se c’è un dibattito, chi sta da una parte desideri e abbia anche il diritto di puntare il dito contro gli avversari (altrimenti, dove sarebbe il dibattito?). Però in certi termini e in certi toni si coglie come sottinteso la negazione del diritto di esistenza di un pensiero diverso. E a questo punto il dibattito finisce, lasciando il passo alla proclamazione unilaterale della Verità Assoluta.
Ho sentito dire che Zelens’kyj è stato molto abile nel convincere l’Occidente che le reali intenzioni di Putin non erano quelle di risolvere una questione di minoranze e di confini tra Russia e Ucraina, ma erano la conquista dell’intera Ucraina, della Polonia, e poi dell’intera Europa (riguardo all’annessione dell’America del Nord non ci sono certezze, ma probabilmente ci starebbe pensando).             Mi spiace deludere gli amici ucraini, ma non credo proprio che il loro comandante possieda davvero tutta questa abilità. Piuttosto credo che il complesso militar-industriale euro-americano sia stato abile nel convincere Biden e i suoi alleati europei a convincere Zelens’kyj a prestarsi (e a prestare la sua nazione e il suo popolo) a una partita di RisiKo! in cui tutti risulteranno forzatamente perdenti, a parte il suddetto complesso militar-industriale tutto teso a ricevere una pioggia di fantastiliardi di dollari per le fornitur...
La libertà di esprimere le proprie opinioni, sancita dall’articolo 21 della Costituzione (“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”), non è durata molto. Già sei anni dopo, in asserita attuazione dell’articolo XII delle “Disposizioni transitorie e finali”, quella libertà veniva tolta a una parte dei cittadini italiani. Aperta la prima falla, lo sbriciolamento dell’articolo 21 è proseguito speditamente. In alcuni casi per ora solo di fatto, in altri casi addirittura già per legge, è diventato vietato esprimere idee x-iste (la scelta di cosa mettere al posto di “x” è ormai abbastanza ampia). Il fatto è che il divieto di esprimere una certa opinione “x” tracima spesso nel divieto legale o morale anche di dichiararsi “x-isti”. In pratica, si può dare dell’“x-ista” al prossimo per offenderlo (salvo poi il suo diritto di querela), ma dichiararsi “x-isti” viene fatto equivalere a propaganda “x-ista”. In ...
Le difficoltà incontrate dai disoccupati ad accettare posti di lavoro fuori sede hanno origine dagli accordi Stato-Mafia del 1977 che sancivano l'uscita dello Stato dal settore abitativo e la libertà di manovra della Mafia nella speculazione edilizia. Senza questi accordi, lo Stato potrebbe risolvere il problema assegnando alloggi gratuiti o con affitti nominali ai suoi dipendenti e ai dipendenti degli enti pubblici, e azzerando tasse e imposte sulle unità abitative assegnate dai datori di lavoro privati ai loro dipendenti a titolo gratuito o con affitti calmierati. Uscire da quegli accordi è però purtroppo ormai impossibile, dato che nel frattempo la Mafia è riuscita ad occupare tutti i posti chiave della politica.
La solidarietà alle vittime di una sventura è di default. Quindi le manifestazioni di solidarietà per mettersi in mostra sono stucchevoli.
Mi trovo spesso d'accordo con Paragone, ma non su questa sua frase: "l'Italia avrebbe dovuto tenere un ruolo più basso e defilato per poter poi giocare la carte della mediazione tra le due parti in causa". Di mediatori ce ne sono in giro anche più del necessario, e l'idea che l'Italia debba "giocare" (verbo quanto mai calzante) la carta della mediazione ha l'asfissiante olezzo di un nazionalismo da inguaribili guasconi. l'Italia deve starsene fuori in ogni caso e in ogni modo. Non sono affari nostri. Come debba chiamarsi chi riscuote le tasse nel Donbass, Volodymyr o Vladimir, sono fatti loro. Punto.
Okay, avete preso MMD. Siete stati bravi. Ma non è che adesso state tirandovela un po' troppo? Non avete più nient'altro da fare?
C'è qualcosa che non va in un sistema economico che permette vacanze esotiche a chi non conosce la geografia e non le permette a chi l'ha studiata.
Sono assolutamente d'accordo con la signora Egonu. l'Italia è un Paese discriminante. Il sussiego, la spocchia, la presunzione, la prepotenza, la discriminazione della popolazione italiana di colore nei confronti della restante popolazione italiana hanno raggiunto limiti estremamente preoccupanti.
Siamo assillati da problemi enormi in casa nostra, e i dilettanti che abbiamo eletto si trastullano con scaramucce di politica internazionale...
Giovedì 9/2/2023 (!). Cercando qualche "reality" per incrementare la mia cultura, mi sbaglio e càpito su "Dritto e Rovescio" a Rete4. Prima di fuggire, faccio in tempo a vedere il pubblico: tutto con le mascherine FFP2. A questo punto, per ristabilirmi dal pugno allo stomaco, non mi basta più un "reality". Vado a cercare qualche filmetto a luci rosse.
All’inizio degli anni ’70 ero andato a trovare un’amica che studiava a Parigi. In un locale dalle parti del Boulevard Saint-Michel avevamo passato una serata chiacchierando con una ragazza che si era presentata come Françoise, che sembrava molto interessata ai problemi dell’ambiente, a quell’epoca ancora poco conosciuti. A un certo punto però eravamo passati ad argomenti un po’ più personali ed ero stato colpito e un po’ scioccato da quanto diceva sul “diritto” per entrambi i membri di una coppia di stabilire relazioni intime alla luce del sole con altre persone. Parecchi anni più tardi in un’edicola alla stazione di Milano, cercando qualcosa di poco impegnativo da leggere, trovai un tascabile con alcuni racconti in francese. Non avevo fatto caso al nome dell’autrice ma le storie narrate nel libro mi fecero tornare alla mente le strane cose che aveva detto quella ragazza, Françoise. E il nome dell’autrice era proprio quello, Françoise: un nome molto comune, è vero, ma forse non era...
Una decina di giorni fa ho inviato ad alcuni giornali locali la nota che riporto qui sotto. Dato che, come è evidente, contiene informazioni false e tendenziose, NON è stata pubblicata. Questo dimostra che, contrariamente a quanto credono i soliti disfattisti, la Stampa è tuttora in grado di proteggere i cittadini dalle informazioni tossiche. "Spero che vorrete pubblicare queste mie righe in ossequio al compito della stampa di dare informazioni corrette al pubblico dei lettori. Continuo infatti a vedere per strada persone che indossano mascherine chirurgiche e soprattutto FFP2. Credo che sia necessario precisare che le mascherine hanno qualche utiilità solo nell’impedire che chi le indossa possa sputare goccioline di saliva addosso a chi gli sta davanti. Le mascherine diventano già meno utili quando si è in un ambiente chiuso e non si sta parlando a qualcuno, e del tutto inutili quando non si sta parlando e si è all’aperto. Sperare che le mascherine impediscano a chi le indossa di...
 La farina di Grillo migliore è quella marca Cinque Stelle.
"Quando in un'intervista a 60 Minutes gli è stato chiesto se fosse disposto a difendere militarmente Taiwan in caso di invasione cinese, Biden ha risposto "Sì", una risposta che ha dato più volte nel corso della sua presidenza". Ma Basaglia, oltre agli ospedali psichiatrici italiani, era riuscito a far chiudere anche quelli americani?
Forse sbaglio a prendermela con chi ci sta facendo rischiare una guerra con la Russa. In fondo è l'ultima speranza che ci resta di essere invasi e farla finita con questa classe politica inetta e corrotta.
L'invio di armi a un Paese belligerante è un atto di guerra contro l'avversario di quel Paese. Lasciar decidere le guerre ai poteri esecutivi ha sempre portato a distruzioni e lutti incalcolabili. Vogliamo continuare su questa strada? Non sarebbe il caso di far decidere al popolo anche il semplice invio di armi a un Paese in guerra mediante un referendum? Un conto è delegare il Parlamento a delegare il Governo a decidere sull'acquisto di banchi a rotelle. Un conto ben diverso è delegare il Parlamento a delegare il Governo a decidere su atti di guerra.
Nel delizioso mondo del copia-e-incolla, ormai ti chiedono le fonti anche quando dici che fuori c'è il sole.
Quando vedete servizi sugli italiani che muoiono di fame, non si tratta di sincerità dei media governativi, ma di farvi star buoni convincendovi che vi potrebbe andare peggio.
Sistemando alcune vecchie carte ho scoperto che tra il '90 e il '91 avevo vaccinato gratuitamente 173 pazienti. Questi vanno ad aggiungersi alle altre centinaia di adulti e bambini che avevo vaccinato anni prima come parte dei miei compiti quand'ero Ufficiale Sanitario. Mi spiace sottolineare queste cose agli amici no-vax, ma vorrei che sia chiaro a loro, e soprattutto a chi stupidamente cede alla tentazione di liquidarmi come no-vax, che la mia avversione agli inutili farmaci "anti-covid" a vettore virale e a mRNA non provengono da una posizione no-vax ma, proprio al contrario, dalla convinzione dell'utilità dei vaccini, ma solo dei vaccini VERI, e dalla convinzione che la campagna a favore di quei farmaci spacciati per vaccini nuoce gravemente all'immagine dei VERI vaccini.
Non capisco perchè Bubu si ostini a commettere errori, e in effetti anche qui, affermando perentoriamente che il plurale di "valigia" è "valige" e solo "valige", commette un errore. Però l'errore è nella perentorietà dell'affermazione, non nell'affermazione stessa. Vorrei far presente ai suoi critici, che commettono il suo stesso errore di perentorietà, che "valigie" è effettivamente la grafia più corrente, ma "valige" è pure accettabile. Tra l'altro, anche se la tendenza sembra quella di abbandonare la grafia "valige" per la grafia "valigie", non mi pare una tendenza da favorire. Ci vantiamo di avere una lingua "fonetica", che ha cioè una buona corrispondenza fra grafemi e fonemi, ma poi scriviamo "cielo" pur pronunciando "celo" (e qui sarà dura cambiare grafia...) e "valigie" pur pronunciando "valige": e qui invece possiamo avere il conforto di una g...
A molti le "gabbie salariali" non piacciono, però nessuno si stupisce se i contratti di lavoro nazionali non sono uguali in tutti gli Stati.
        Vorrei ricordare alcuni particolari a coloro che hanno fatto del “Giorno della Memoria”   un’occasione per incitare all’odio di parte e rinfocolare vecchi rancori verso quegli Italiani che credettero in un dato sistema economico-politico e, quel che è peggio, per crearne di nuovi. Il “Giorno della Memoria” dovrebbe servire a rinnovare la pietà per le vittime di una barbarie, nella speranza che questa pietà serva a impedire il rinnovarsi di simili barbarie. Invece   il “Giorno della Memoria” viene strumentalizzato da gente che, se fosse vissuta a quei tempi, con ogni probabilità se ne sarebbe resa complice con le azioni o con l’acquiescenza, gente imbevuta di settarismo e fanatismo, incapace di introspezione e autocritica.             A quella gente vorrei ricordare che l’antisemitismo non faceva parte dei principi ideologici di un sistema politico-economico all’inizio persino lodato ...