Il 17 settembre 2022, prima delle elezioni che l'hanno vista vincere, la sig.ra Giorgia Meloni scriveva: "Pronti a tutelare i diritti del superbonus e a migliorare le agevolazioni edilizie. Sempre dalla parte delle imprese e dei cittadini onesti che si danno da fare per far crescere e migliorare l'Italia". Molti hanno commentato questo "impegno" sottolineando che le cose non stanno andando propriamente così. Anche se la mancanza di parola non le fa molto onore, devo dire che secondo me, più che disattendere parzialmente quella promessa, la sig.ra Meloni farebbe meglio a rimangiarsela del tutto. Il "superbonus" (ma il discorso vale per tutti i provvedimenti simili come rottamazioni e altri) non viene pagato con denaro stampato ad hoc (cosa che, favorendo l'inflazione, non andrebbe comunque bene), ma con il denaro che con le imposte lo Stato preleva a "tutti". Però il superbonus non va a vantaggio di "tutti". Va a vantaggio solo di una parte dei cittadini. E non si tratta della parte meno fortunata, ma di quella che, vivendo in un'abitazione di sua proprietà, è più fortunata di chi abita in affitto e non può quindi usufruire di quel "superbonus" cui comunque è chiamato a contribuire. Ma l'iniquità non finisce nemmeno lì. Viene detto infatti che il superbonus ha un'utilità "ambientale" perché incentiva a risparmiare sul riscaldamento e quindi a ridurre l'inquinamento. Sì, ma chi ha adottato quelle misure "prima" che venisse introdotto il "superbonus" e sta anche lui o lei pagando imposte che servono a dare il "superbonus" a chi si è mosso solo dopo che il "superbonus" era stato introdotto, che figura ci fa? Del coglione? E poi, quelli che invece sono in ritardo, magari perché riescono ad acquistare una casa solo dopo che il "superbonus" sarà stato ridimensionato se non eliminato, cosa dovranno fare? Sprecare combustibili e inquinare, oppure pagare di tasca loro quello che altri hanno fatto pagare allo Stato (cioè a tutti i cittadini)? Ho finito? No. L'ho già scritto e lo ripeto. Questi interventi attuati con i soldi di tutti i cittadini, anche di quelli che sono sempre i soliti tartassati e salassati senza aver diritto a nulla, oltre ad andare a vantaggio dei soliti fortunelli, vanno anche a vantaggio di alcuni settori dell'industria (in questo caso l'industria edilizia e del'indotto industriale, artigianale e professionale), che non si capisce perché abbiano diritto a quegli aiuti statali che altri settori non hanno. Insomma, vogliano deciderci una buona volta se siamo un Paese a economia libera o un Paese a economia statalista? O meglio, vogliamo deciderci una buona volta se vogliamo che tutti i cittadini siano trattati dallo Stato allo stesso modo, o che che vi siano cittadini di serie A a cui tutto deve andare di culo e cittadini di serie B che invece devono sempre prenderlo nel...?

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