Sistemando alcune vecchie carte ho scoperto che tra il '90 e il '91 avevo vaccinato gratuitamente 173 pazienti. Questi vanno ad aggiungersi alle altre centinaia di adulti e bambini che avevo vaccinato anni prima come parte dei miei compiti quand'ero Ufficiale Sanitario. Mi spiace sottolineare queste cose agli amici no-vax, ma vorrei che sia chiaro a loro, e soprattutto a chi stupidamente cede alla tentazione di liquidarmi come no-vax, che la mia avversione agli inutili farmaci "anti-covid" a vettore virale e a mRNA non provengono da una posizione no-vax ma, proprio al contrario, dalla convinzione dell'utilità dei vaccini, ma solo dei vaccini VERI, e dalla convinzione che la campagna a favore di quei farmaci spacciati per vaccini nuoce gravemente all'immagine dei VERI vaccini.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
Commenti
Posta un commento