Anche la pazienza ha un limite. Oggi, 16 febbraio 2023 la televisione non si vergogna di mostrare il pubblico che assiste alla trasmissione “Dritto e rovescio” su Rete 4, tutto con la sua brava mascherina FFP2 su naso e bocca.

Avevo fatto notare fin dall’inizio della pandemia che le mascherine chirugiche servono per evitare che la ferita chirurgica venga infettata non dai virus, ma dai batteri eventualmente presenti nelle vie respiratorie dell’operatore (la maggior parte dei quali ha dimensioni da 1,00μm a 10,00μm), e che le mascherine FFP servono per proteggere i lavoratori da polveri che hanno dimensioni superiori a 0,60μm (le FFP1 filtrano almeno l’80% delle particelle di tali particelle, le FFP2 filtrano almeno il 94%, e le FFP3 almeno il 99%). Pertanto le mascherine, dalle chirurgiche alle FFP3, non hanno alcuna utilità nell’impedire il passaggio dei virus, sia di quelli dell’influenza che di quelli della COVID-19, dato che questi hanno dimensioni da 0,02 a 0,30μm e quindi passano agevolmente attraverso le mascherine. E avevo anche fatto notare più volte che questi dati non risultavano da esperimenti fatti da qualche scienziato alternativo nel suo laboratorio privato, ma erano forniti dalle stesse ditte produttrici di mascherine. Non è servito a nulla. D’accordo, io ero nessuno, ma i produttori di mascherine erano pure qualcuno, ed erano qualcuno anche gli autori dei testi di microbiologia su cui studiano per i loro esami tutti i professionisti della sanità e in cui si trovano quei dati.

Ho portato pazienza. Anzi, tutti abbiamo portato pazienza. Per tre anni. Ma adesso la pazienza si è esaurita. Continuare a chiedere alla gente di indossare mascherine, al di là del fatto che la pandemia è ormai finita, è comunque intollerabile. Ed è ugualmente intollerabile che non vengano date informazioni corrette alla gente sull’inutilità delle mascherine. O siamo di fronte ad un misto  micidiale di demenza e ignoranza, o siamo di fronte alla volontà di nascondere errori o interessi scandalosi.

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