Credo di aver perso qualche amico ucraino a causa della mia posizione anti-Zelens’kyj, ma vorrei ricordare che si possono avere posizioni politiche ma si possono avere anche posizioni umanitarie. È vero che nel secolo scorso quelli che erano contro Hitler o Mussolini avevano in maggioranza antipatia anche per i Tedeschi o per gli Italiani, ma questo non significa che tutti quelli che oggi sono contro Zelens’kyj abbiano antipatia per gli Ucraini. Anzi, proprio al contrario, è la simpatia, anche nel senso etimologico di “provare dolore insieme”, per il popolo ucraino, che motiva l’avversione e la condanna di un leader che ha spinto il suo popolo al massacro per un misto letale di ambizione, orgoglio, cinismo, miopia politica, e incapacità strategica. Un leader ha prima di tutto l’obbligo di tutelare la vita dei suoi amministrati e non può mandare nessuno a morire, per nessun ideale. Chi ritiene che la sua vita vale meno di un ideale è liberissimo di sacrificarla, ma può sacrificare solo la sua.

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