Noto che molta gente confonde l'e-ducazione con l'in-dottrinamento. L'indottrinamento è il processo attraverso cui un individuo viene fatto entrare ("in-") nel gruppo e assimilato alla massa. L'educazione è il processo opposto, attraverso cui l'individuo viene "condotto" fuori ("e-") dalla massa così che possa sviluppare le sue doti personali, doti che verranno comunque utili al gruppo oltre che all'individuo stesso. Essere "condotti" fuori dal gruppo, fuori dal coro, fuori dalla massa è ben diverso dall'uscirne dopo che ci si è stati fatti entrare e che la si è trovata opprimente. L'individuo pericoloso per sé e per il gruppo non è chi ne è stato fatto uscire ("e-ducato") quasi tenendolo per mano, ma chi vi è stato spinto dentro a forza in nome di una socializzazione di regime. Ai genitori io consiglio di evitare ai figli quelle iniziative scolastiche, sportive o genericamente sociali che ne faranno dei "group-aholics", poveri relitti incapaci di funzionare da soli, dipendenti dalla presenza e dal giudizio del gruppo, ineluttabilmente soggetti ai suoi ricatti e, per traslato, ai ricatti del potere politico ed economico.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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