Trovo sempre più difficile capire la contrapposizione fra sostenitori dell'idea di Stato, contrari ad ogni organizzazione sovranazionale, e sostenitori di un mondialismo omogeneizzante. Come spesso accade, "in medio stat virtus". L'uniformità è la fine dell'evoluzione. L' evoluzione infatti richiede, non solo nei fatti biologici ma anche nei fatti sociali la presenza di differenze a cui attingere. D'altra parte non è con gli Stati chiusi gelosamente entro confini immutabili che si ottiene la difesa delle differenze, anche perché quasi mai gli Stati racchiudono popolazioni e culture uniformi. Più spesso i confini degli Stati tengono prigioniere popolazioni e culture diverse, che però vengono spinte in modo a volte sfacciato e a volte subdolo, a perdere la loro identità in nome di una falsa e artificiale "identità nazionale". È necessario opporsi alla deriva mondialista, ma anche alla rinascita di quel nazionalismo otto-novecentesco che tanti lutti e distruzioni ha provocato e sta provocando ancora.

Commenti

Post popolari in questo blog