A proposito delle trombosi risultanti come effetti collaterali delle vaccinazioni anti-covid: la mia teoria vale quanto quella del salumiere all'angolo, ma credo che il problema delle trombosi (e dei conseguenti danni agli organi nutriti dai vasi trombizzati) sia dovuto al fatto che i vaccini che non somministrano il virus inattivato o al limite la proteina spike già sintetizzata, ma inducono la produzione della proteina spike da parte delle nostre cellule hanno come risultato l'espressione delle proteine spike non come molecole che se ne vanno in giro libere per il torrente circolatorio, ma come parte della membrana della cellula che l'ha sintetizzata. Questo significa che gli anticorpi che si formano si legano poi a queste "spike" cellulari come se fossero le spike virali e portano alla distruzione di queste nostre cellule, la maggior parte delle quali sono inevitabilmente quelle dell'endotelio vasale. E questo può essere l'avvio di una reazione di "riparazione" che alla lunga può portare alla formazione di trombi. Tutto questo può essere condizionato da variabili individuali, ma anche da variabili nella somministrazione. Basta iniettare il vaccino senza accertarsi di non aver posizionato la punta dell'ago in una venula, e il rischio che una sufficiente quantità di vaccino vada a "investire" tutta insieme un'area circoscritta di endotelio anche a distanza diventa consistente.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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