Appartengo alla generazione che negli anni ’70 si era riconciliata con la filosofia grazie a Bertrand Russell, aveva scoperto “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley e “1984” di George Orwell, e leggeva la rivista di controcultura e controinformazione “Re Nudo”. E, a proposito di “Re Nudo”, quel titolo era un’allusione alla fiaba “Keiserens Nye Klæder” di Hans Christian Andersen, al termine della quale un bambino grida: “Ma il Re è nudo!”. Cos’era successo? Due “sarti” (in realtà due imbroglioni) avevano spillato un bel po’ di soldi al re, convincendolo a farsi confezionare un abito meraviglioso fatto con una stoffa eccezionale, che solo le persone intelligenti potevano vedere. E il re naturalmente, non vedendo nulla ma non volendo quindi ammettere di essere uno stolto, si era lasciato ingannare, Poi anche i suoi cortigiani prima e il suo popolo poi, non volendo ammettere di essere degli stupidi, avevano “visto” quello splendito vestito fatto con quella stoffa sopraffina... che non c’era. E il re se ne era andato in giro nudo per il suo reame fino a che un bambino, nella sua ingenuità, aveva appunto esclamato “Ma è il Re è nudo!”.

E allora, non possiamo noi, io e gli altri disgraziati che hanno subito il lavaggio del cervello da parte di Russell, Huxley, Orwell e i redattori di “Re Nudo”, non possiamo noi essere perdonati e tollerati se ci ostiniamo come bambini a non vedere i “nuovi vestiti dell’imperatore”, quelli che gli scienziati hanno confezionato per gli odierni re o imperatori? Non siamo nati paranoici, ma lo siamo diventati per colpa di quella brutta gente e di altri brutti e loschi figuri come ad esempio quelli che si identificarono in quel “Circolo di Vienna” che venne fondato da quel Moritz Schlick che per fortuna venne poi assassinato nel 1936 sulle scale dell’Università di Vienna da uno studente “ariano” prima che potesse fare altri danni. Di quel circolo di “positivisti logici” corruttori di giovani menti facevano parte, tra gli altri, Rudolf Carnap, Otto Neurath, Hans Hahn, Herbert Feigl, Carl Hempel, Alfred Julius Ayer, Ludwig Wittgenstein, e Carl Popper. Ecco, se non sapete chi sono costoro, non chiedételo agli attuali scienziati: loro, beati loro, non ne hanno mai sentito parlare. Vi basti sapere che questi brutti ceffi sono i responsabili del deterioramento delle capacità di intelletto e di fede mie e degli sciagurati allucinati che condividono i miei dubbi e le mie psicosi. Insomma, per concludere, concedete venia a noi povere vittime dei maniaci dell’epistemologia, dei cultori del dubbio, degli agnostici e malfidenti, perché non ne abbiamo colpa noi se questi pessimi consiglieri sono riusciti a condizionarci e a portarci sulla cattiva strada. Perdonàteci e tolleràteci, perché la maggior parte di noi non vi darà fastidio per molto tempo ancora. Se non ci penserà il virus a liberarvi della nostra presenza, ci penserà la vecchiaia, e quando ce ne saremo andati potrete godervi la sfilata di moda dei vostri governanti in santa pace.

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