Lo ammetto: io credo all’esistenza dell’Australia anche se non ci sono mai stato di persona. Quindi, per coerenza, dovrei credere anche a tutto quello che mi dicono i media (“Visto in TV!”) anche se non ho la possibilità di verificarlo di persona. Sì, ma c’è un problema. Per quanto io mi sforzi di cercarlo, non trovo nessun interesse che possa aver spinto a raccontarmi una balla chi mi ha detto dell’esistenza dell’Australia. Per la maggior parte delle cose che mi raccontano i media invece gli interessi a raccontar balle balzano all’occhio anche senza cercarli.

Purtroppo quanto sta accadendo da quasi due anni con la cosiddetta “emergenza covid” viene accettato senza alcuna critica dalla maggioranza della popolazione. Questo accade non tanto per l’ovvia mancanza di cultura in ambito biologico e medico, ma soprattutto per la totale mancanza di cultura in ambito psicologico e sociologico. Ad esempio, mentre i nomi di alcuni medici e virologi sono diventati familiari al grande pubblico, è probabile che quasi nessuno abbia sentito parlare dello psicologo americano di origine polacca Solomon Asch e dell’esperimento che negli anni Cinquanta del Novecento lo rese famoso (più che altro fra i cultori della psicologia sociale). Asch dimostrò che la risposta data da un individuo ad una domanda tende a conformarsi alla risposta, anche se errata, data dalla maggioranza. Un allievo di Asch, Stanley Milgram, andò oltre, con esperimenti sull’obbedienza all’autorità, condotti all’inizio degli anni Sessanta, dimostrando che persone di varia cultura ed estrazione sociale potevano obbedire all’autorità anche quando veniva loro chiesto di compiere atti contrari all’etica e alla loro coscienza (nel caso concreto, somministrare scariche elettriche ad altre persone).

La scuola e i media, così propensi a istruire la popolazione su virus, acidi nucleici, farmaci e vaccini, non hanno mai avuto e non hanno alcuna disponibilità a parlare dei metodi e dei rischi della propaganda politica o commerciale. La vera tragedia non è il virus della COVID-19, e nemmeno una politica sanitaria che, assurda finchè si vuole, è solo contingente. La vera tragedia è l’incapacità “costituzionale” della popolazione di criticare e dubitare dell’autorità. Quanto è accaduto nella prima metà del Novecento non ci ha insegnato niente, ed evidentemente non poteva farlo. Milioni di esseri umani discriminati e assassinati non sono serviti a nulla. Siamo ancora, e più di allora, una popolazione totalmente indifesa nei confronti dell’indottrinamento di Stato. Mala tempora currunt, sed peiora parantur.

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