A mio modesto avviso, il Presidente della Federazione Russa sarebbe un uomo da ammansire, più che da far arrabbiare, ma il tatto che da sempre contraddistingue la diplomazia atlantica continua seraficamente a dargli del “pazzo”. Perfettamente “compotes mentis” e “compotes sui” sarebbero invece, ad esempio, il Presidente ucraino Volodymyr Zelens’kjy e il Presidente americano Joseph Robinette Biden Jr., quelli che mettono fiori nei cannoni. Tra l’altro, a proposito di presidenti USA, secondo la narrazione ufficiale l’unico cui viene riconosciuta qualche rotella fuori posto in tutta la storia americana è Donald Trump, uno dei pochissimi, guarda caso, che non si è imbarcato in qualche avventura bellica. Poi, naturalmente, a pensare che l’opinione pubblica atlantica è manipolata dal “complesso industrial-militare” si fa peccato!
Il guaio è che l’attuale scenario internazionale ricorda in modo preoccupante quello che preluse alla Seconda Guerra Mondiale. Anche allora i savissimi “führer” degli Stati Uniti e dei loro alleati europei avevano etichettato come pazzo il “leader” della Germania: diagnosi per niente sballata, ma pronunciata da gente che ci aveva azzeccato solo perchè aveva proiettato sull’avversario le proprie psicosi. Anche allora venne deciso di fermare il “pazzo” che, accampando motivazioni più che discutibili ma non inesistenti, stava invadendo territori di altre nazioni. Anche allora venne attribuita a quel pazzo l’intenzione di non fermarsi lì, ma di voler conquistare il mondo intero: attribuzione che, se non era stata suggerita da quache uccellino preveggente, poteva solo dimostrare un’indigestione di fumetti. Il risultato fu che, per “salvare” quache milione di persone dal dover parlare tedesco, venne sacrificata la vita di oltre sessanta milioni di uomini, donne e bambini. Ah, già, bisognava anche salvare la democrazia e fermare lo sterminio degli Ebrei... Peccato che la “democrazia” era quella degli Stati imperialisti e colonialisti, alcuni dei quali mandavano ancora bianchi e neri in scuole separate e nei quali la discriminazione degli Ebrei non avveniva alla luce del sole ma era pur sempre una consolidata e rispettata tradizione. E poi, immaginare “che cosa sarebbe successo se...” può essere un gioco stupido, ma visto che sulla base di quel gioco venne deciso di iniziare la più spaventosa delle guerre, posso giocarci anch’io. E allora, che cosa sarebbe successo all’antisemitismo di quel pazzo se non ci fosse stata la guerra dichiaratagli da USA, Inghilterra e Francia a fargli adottare la vecchia e sperimentata tattica del compattare intorno a sè i propri sudditi indicando un “nemico interno” da eliminare? Certamente l’antisemitismo non si sarebbe dissolto, ma forse non avrebbe subito quell’escalation che ha portato alla morte atroce di sei milioni di Ebrei. Non volete pensare a questa possibilità? Vi dà fastidio? Non vi piace mettere in dubbio i vostri dogmi e le vostre certezze? Mi spiace per voi, ma soprattutto per quelli che per la vostra spavalda sicumera rischiano la vita.
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