Se per ipotesi domani la Francia invadesse Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria per annettersele, per contrastare quell’invasione Draghi e Mattarella potrebbero forse contare sulle Forze Armate, ma non conviene scommetterci. Quello che comunque è certo è che i civili italiani pronti a imbracciare il fucile per difendere l’integrità territorale della “patria” sarebbero sì e no qualche migliaio. Gli altri, per “pacifismo”, per paura di farsi male, o perché in televisione c’è un programma di cucina da non perdere, se ne starebbero tranquilli a casa.
Le notizie che ci vengono presentate sul conflitto Russo-Ucraino lascerebbero invece credere che, rispetto all’Europa Occidentale, l’Ucraina sia rimasta politicamente indietro di un centinaio di anni, dato che il nazionalismo non più concepibile da noi viene descritto come tuttora presente da quelle parti.
Ma, proprio a proposito di quello che era l’ambiente politico-culturale da noi un secolo fa, viene spontanea una riflessione. Nonostante la lettura ufficiale di quel periodo, in realtà nel secondo quarto del Novecento, non “tutti” i Tedeschi erano con Hitler e non “tutti” gli Italiani erano con Mussolini. Per l’Italia, le cui vicende ci sono meglio note, è forse inutile ricordare che probabilmente i sostenitori convinti del Governo Mussolini non erano pochi, ma altrettanto probabilmente non erano la maggioranza. Molti erano solo opportunisti, e lo si vide dalla facilità con cui cambiarono casacca dopo la caduta del regime. Molti altri erano indecisi o indifferenti o semplicemente diffidenti nei confronti della politica. In sostanza, sarebbe del tutto inesatto affermare che “tutti” gli Italiani o anche solo una maggioranza di loro fossero convinti della tessera che, volenti o nolenti, portavano in tasca. Adesso invece uno dei dogmi sottintesi in questa brutta faccenda della guerra fra Russia e Ucraina è che “tutti” gli Ucraini sono con Zelens’kyj. Ecco, nonostante il sospetto che l’ambiente politico-culturale ucraino possa essere largamente rimasto ai primi del Novecento, è difficile credere che “tutti” gli Ucraini siano sostenitori convinti del loro Presidente, anche perché, appunto, nemmeno noi a suo tempo lo eravamo. Eppure questa è la versione ufficiale che ci viene presentata dai nostri politici e dai media che da tempo ormai ne sono la grancassa. L’aggressione russa può aver contribuito a coagulare intorno a Zelens’kyj il generico consenso anche di chi semplicemente non poteva accettare che il proprio Paese venisse invaso da un esercito straniero, ma non sarebbe molto intelligente immaginare che proprio nessuno degli oppositori di Zelens’kyj si sia posto la domanda se quell’invasione non sia stata in qualche modo provocata da errori politici di un Presidente più bravo a fare l’attore che a guidare un Paese con il senso di responsabilità di un padre di famiglia.
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