28/12/21: "Covid: 78.313 i nuovi casi, mai così tanti da inizio pandemia" (ANSA). E allora, tesoro? Dimmi che non ci sono mai stati così tanti MORTI (se i numeri te lo consentono), e allora mi spaventi. Ma se mi dici che non ci sono mai stati così tanti "casi", io festeggio e faccio bisboccia. Per la sopravvivenza del virus i "casi" sono molto peggio dei "vaccinati" (soprattutto con gli pseudo-vaccini in uso qui in Occidente). Checché ne dicano gli esperti in cappellate, anche se dovesse soffrire di nostalgia, raramente un virus riesce a tornare dove è già stato...
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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