Adeguandosi alle indicazioni del Garante della Privacy, nell’obbligare gli Ordini a sospendere i medici che non hanno rispettato l’obbligo di vaccinarsi, il DPCM 17 dicembre 2021 ha espressamente previsto che l’annotazione sugli albi debba essere effettuata “senza ulteriori specificazioni dalle quali sia possibile desumere il mancato rispetto dell’obbligo vaccinale da parte dell’esercente la professione sanitaria”. “Com’è umano lei, signor Garante della Privacy”, direbbe Fantozzi. Finora, la sospensione dall’Albo veniva decisa in seguito a insufficiente professionalità. Adesso, non specificare che la sospensione è dovuta ad un’opposizione ad un decreto non condiviso vuol dire indurre nel pubblico il sospetto che il medico possa essere stato invece sospeso per incapacità o disonestà professionale. In sostanza siamo di fronte ad una “diffamazione per legge”: ulteriore “punizione” nei confronti dei medici non allineati.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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