Adeguandosi alle indicazioni del Garante della Privacy, nell’obbligare gli Ordini a sospendere i medici che non hanno rispettato l’obbligo di vaccinarsi, il DPCM 17 dicembre 2021 ha espressamente previsto che l’annotazione sugli albi debba essere effettuata “senza ulteriori specificazioni dalle quali sia possibile desumere il mancato rispetto dell’obbligo vaccinale da parte dell’esercente la professione sanitaria”. “Com’è umano lei, signor Garante della Privacy”, direbbe Fantozzi. Finora, la sospensione dall’Albo veniva decisa in seguito a insufficiente professionalità. Adesso, non specificare che la sospensione è dovuta ad un’opposizione ad un decreto non condiviso vuol dire indurre nel pubblico il sospetto che il medico possa essere stato invece sospeso per incapacità o disonestà professionale. In sostanza siamo di fronte ad una “diffamazione per legge”: ulteriore “punizione” nei confronti dei medici non allineati.

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