I maîtres-penseurs di questa sciagurata temperie non si accontentano di spigolare le loro idee tossiche nel campo della cosiddetta destra estrema del XX secolo, con il loro corredo di falsi trionfalismi, teorie "sanitarie" costruite ad arte, e cacce ai capri espiatori, ma colgono il peggio anche dal campo opposto, rubando alla "dialettica" marxista il vezzo di giustificare le loro contraddizioni come risposte cangianti a problemi in continuo divenire. Diamo pur loro ragione, ma sarebbe normale aspettarsi che, dopo aver fatto dilapidare inutilmente, per "soluzioni" prevedibilmente inefficaci, fortune immense ad una Nazione già oberata di debiti, alla quale non sono rimasti nemmeno gli occhi per piangere, avrebbero almeno provato a chiedere scusa. E invece no, avanti spavaldi come se niente fosse, di errore in errore, di menzogna in menzogna, autogiustificandosi col fatto che stanno "combattendo" contro un'emergenza "epocale", nuova, mai vista prima, e che cambia ogni giorno. Sì, perché loro sono i soli che possono salvare la Nazione e il Mondo intero, e se sbagliano è perché chiunque al posto loro avrebbe sbagliato. Ma in realtà non hanno mai sbagliato: hanno solo "corretto il tiro" per portarci alla Vittoria finale!
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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