Nel 1946 il produttore cinematografico americano Darryl F. Zanuck predisse che “Television won’t be able to hold on to any market it captures after the first six months. People will soon get tired of staring at a plywood box every night” (La televisione non riuscirà a tenere per più di sei mesi qualsiasi mercato che dovesse riuscire a conquistare. La gente si stancherà presto di fissare tutte le sere una scatola di compensato). Come tutti sappiamo, si è trattato di una delle previsioni meno azzeccate che si conoscano, ma il problema non è tanto che poi in realtà la gente ha finito col passare ore e ore incollata agli schermi televisivi. Molto più grave è quello che la televisione ha fatto e sta facendo alle facoltà critiche delle persone. Oggi fa chic ridere degli spettatori affezionati alla “televisione spazzatura”, ma il reale pericolo non è nemmeno quello. Lo scorso 10 dicembre 2021 ho pubblicato su Facebook questo post: “Siate onesti: se non ve l’avessero detto i media, vi sareste accorti di questa tremenda pandemia?”. Mi aspettavo che no-vax, negazionisti e complottisti avrebbero risposto “No”, e così è stato. Mi aspettavo però anche che i filo-governativi avrebbero invece glissato ignorando la domanda, oppure mi avrebbero coperto di insulti. E questo invece non è accaduto. I filo-governativi hanno risposto in modo circostanziato, precisando che non ci avevano messo molto ad accorgersi che c’era la pandemia, dato che avevano visto in televisione i famosi camion con le bare di Bergamo e avevano seguito giorno per giorno in televisione l’andamento dei contagi e dei decessi. Sono rimasto esterrefatto. Siamo arrivati ben oltre il “Visto in TV” della pubblicità americana. Evidentemente ormai ci sono persone che non sono più in grado di distinguere il sè dall’altro-da-sè, per le quali la telecamera e la moviola del regista televisivo sono un’estensione dei loro organi sensoriali e dei loro circuiti neuronali, e alla domanda se si sarebbero resi conto della pandemia se non l’avessero vista in televisione rispondono che non hanno bisogno della televisione perché l’hanno vista coi loro occhi... in televisione!
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
Commenti
Posta un commento