Il 4 maggio del 2021 l’EMA ha avviato, su richiesta della Life'On S.r.l., la revisione ciclica (rolling review) del “COVID-19 Vaccine (Vero Cell) Inactivated”, sviluppato dalla cinese Sinovac Life Sciences Co., Ltd, ma ad oggi non se ne sa ancora nulla. A inizio novembre 2021 la commissione Ue ha stipulato un contratto con l'azienda farmaceutica Valneva per l'acquisto di 27 milioni di dosi di un altro vaccino a virus inattivato, il VLA2001. Ma per aprile 2022. Parrebbe quindi che l’irrazionale infatuazione con i “vaccini” a mRNA o vettore virale stia per giungere alla sua fine naturale: purtroppo però non prima di aver arricchito q.b. (quanto basta) alcune case farmaceutiche in una vertiginosa girandola di interessi finanziari politico-farmaceutici. E infatti, mentre l’approvazione e la commercializzazione delle “patacche” attuamente in uso ha richiesto pochi mesi, l’iter dei vaccini a virus inattivato ha segnato il passo (in Europa e negli Stati Uniti, non in Cina) per non togliere mercato alle “patacche”. Se qualcuno si ostina a non vedere interessi commerciali nel business dei vaccini a mRNA o vettore virale, faccia pure, ma farebbe bene a procurarsi una maschera (una maschera di Carnevale, non una FFP2 o 3) per quando, venuta a galla la verità, non potrà più circolare a viso scoperto.
Commenti
Posta un commento