Il comma 1 dell’art. 4 del Decreto-Legge 1 aprile 2021, n, 44, prevede che “al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione delle prestazioni di cura e assistenza, gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la  loro attività  nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socioassistenziali, pubbliche e private e negli studi professionali sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione  dell'infezione da SARS-CoV-2. La vaccinazione costituisce requisito essenziale per l'esercizio della professione e per lo   svolgimento delle prestazioni lavorative dei soggetti obbligati”.

Orbene, fissiamo la nostra attenzione sulla frase “al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione delle prestazioni di cura e assistenza”. Fatto? Allora, questo è lo scopo dell’obbligo vaccinale: la tutela della salute pubblica e la sicurezza per i pazienti.

Passiamo adesso al secondo paragrafo di questo articolo: “Solo in caso di accertato pericolo per la salute [del sanitario], in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal  medico di medicina generale, la vaccinazione di cui al comma 1 non è obbligatoria e può essere omessa o differita”.

Ho capito che non avete capito (come del resto non hanno capito quelli che hanno scritto questo decreto-legge e quelli che l’hanno approvato), e quindi ve lo dico: se un sanitario (e adesso anche un insegnante e un membro delle Forze dell’Ordine) deve vaccinarsi per tutelare non tanto sè stesso, ma le persone con cui ha contatti per il suo lavoro, i sanitari che non sono vaccinati rappresentano un pericolo per queste persone, e lo rappresentano indipendentemente dal fatto che non si siano vaccinate perché portatrici di “specifiche condizioni cliniche” che controindicano la vaccinazione o che non si siano vaccinate perché hanno ottenuto un certificato falso, o perché la Juve ha battuto la Sampdoria. Il virus non fa distinzioni. Se crediamo (e loro ci credono) che la vaccinazione impedisce di infettarsi e di infettare, TUTTI i sanitari e TUTTI gli insegnanti e TUTTI gli appartenenti alle Forze dell’Ordine devono essere vaccinati, se non vogliono contagiare, far ammalare e far morire le persone con cui hanno contatti per motivo del loro lavoro. Se avete paura della COVID-19, vi fareste visitare da un medico che potrebbe essere portatore del virus perché è stato esentato dalla vaccinazone in quanto a rischio di avere gravi effetti collaterali con la vaccinazione? A voi (e al virus) che ve ne frega del motivo per cui non è stato vaccinato? Quel medico non è stato vaccinato, e tant’è. Farvi visitare da lui è un rischio per la vostra salute e la vostra vita!

Allora, cerchiamo di essere adulti e non bimbetti scemi. O quell’obbligo di vaccinazione è una cosa seria, e quindi TUTTI devono essere vaccinati e chi non può esserlo deve essere sospeso (l’adibizione a mansioni che non prevedono il contatto col pubblico rappresenta un escamotage ridicolo, dato che in campo sanitario può essere una soluzione solo in pochissimi casi e rappresenta comunque una disparità di trattamento con i sospesi, che non ricevono stipendio); oppure quell’obbligo è una solenne minchiata e deve essere abrogato. Non ci sono alternative. Mantenere quel decreto-legge nella forma attuale è da scellerati.

 

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