Pur non essendo complottista per natura, conosco troppo bene l’attrazione esercitata dal vil denaro su molti esemplari di Homo sapiens. Di conseguenza, quando vedo luccicare monete sono indotto a chiedermi se comportamenti che non riesco a spiegare altrimenti non possano trovare una spiegazione in quello sberluccichio. E dato che sono un medico che pensava di capirne qualcosa di malattie infettive e prevenzione, quando la narrazione ufficiale dell’attuale “pandemia” mi ha completamente spiazzato non ho potuto fare a meno di ricordarmi delle ditte farmaceutiche che per trent’anni e più hanno tentato di offrirmi di tutto, da penne a sfera e biglietti di banca, perché prescrivessi i loro medicinali. Che dunque ci fosse Mammona anche dietro quelle incomprensibili politiche “sanitarie”?
Allora, “pur non essendo complottista per natura”, alla fine lo divento. Mi ci trascinano. Questo però non significa che mi piaccia essere accomunato ai “complottisti a denominazione di origine controllata e garantita”, quelli delle scie chimiche, tanto per fare un esempio. Quelle sono le persone che vedono nella “pandemia” di Coronavirus un mezzo che il “Gruppo Bilderberg” o “le multinazionali” usano per decimare la popolazione mondiale. Ma stiamo scherzando? Politici e industriali hanno bisogno di miliardi di elettori e di consumatori e, se dovessero complottare, lo farebbero se mai per taroccare le pillole contraccettive. Se io devo credere a un complotto, posso credere solo a un accordo fra case farmaceutiche e politici corrotti per trovare qualcosa da vendere a miliardi di persone (e non “una tantum”!), con il “bonus” aggiuntivo di far perdere agli elettori ogni residua capacità critica, addomesticandoli col mezzo del terrore. Piuttosto è proprio la sovrappopolazione che permette alle infezioni di diffondersi diventando epidemie e pandemie. Chi ha detto che questa è solo la prima di una serie di “pandemie” ha detto una triste e tremenda verità. Se questa volta si è trattato in gran parte di una montatura, le prossime potrebbero essere tragicamente vere. Siamo diventati troppi e stiamo crescendo troppo. E siamo obbligati a vivere sempre più ammassati con uno stile di vita che ci “obbliga” a mescolarci sempre di più. Non illudiamoci su telelavoro e didattica a distanza: quando non lavoriamo e non studiamo passiamo sempre più tempo raggruppati. Solo due o tre generazioni fa, a scuola ti buttavano fuori dalla classe se ti permettevi di toccare un compagno con una mano; bar e ristoranti erano pochi e quasi sempre mezzi vuoti; palestre e discoteche non esistevano. Le festività si celebravano in famiglia e le vacanze si facevano nella propria Nazione, a poca distanza da casa. I prodotti che si consumavano forse non erano propagandati come “a chilometro zero”, ma non erano certo “a chilometri cinquemila”. Bruciavamo carbone e petrolio, ma eravamo in pochi a farlo, e lo facevamo con parsimonia perché non c’erano soldi. I problemi che abbiamo oggi sono dovuti “tutti”, nessuno escluso, alla sovrappopolazione. Ed è quella sovrappopolazione che conviene (altro che dar fastidio!) a politici e multinazionali, quella sovrappopolazione che ci sta condannando alla continuazione ed alla ripetizione dell’attuale “pandemia”.
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