C’è un principio di buona politica talmente fondamentale che coloro che si accingono a scrivere una Costituzione ritengono del tutto superfluo metterlo per iscritto: tutte le leggi devono avere una giustificazone logica. Detto in altre parole, il tirannico “Voglio, posso e comando” non può essere la giustificazione di una legge, nemmeno se promulgata da un Parlamento eletto democraticamente.

I preamboli delle nostre leggi sono sovraccarichi di autoreferenziali “Vista la legge..., Visto il decreto..., Vista la legge..., Visto il decreto..., etc.”, oltre a tutto spesso patetici, dato che poi si scopre che c’era qualche altra legge che non è stata “vista” e che la nuova legge in questione contraddice spudoratamente. Ma tant’è. Mai che ci sia una giustificazione logica, mai che si spieghi con argomenti chiari e inoppugnabili perché un dovere venga imposto o un diritto venga limitato. Siamo insomma ancora di fronte al solito “Voglio, posso e comando”, adesso firmato: “il Parlamento” (quando non addirittura “il Presidente del Consiglio dei Ministri”, controfirmato da un decorativo “Presidente della Repubblica”).

Questo stato di cose è esemplificato dai recenti obblighi di vaccinazione anti-covid che alcuni decreti-legge impongono a determinate categorie di cittadini. Già sarebbe necessario motivare dettagliatamente su basi scientifiche e logiche ragionate un obbligo generalizzato; quando poi quell’obbligo viene posto in capo solo ad alcuni cittadini, una spiegazione chiara e comprensibile di tale selettività è ancor più dovuta. E allora, perché l’obbligo vale per i dipendenti pubblici (alcuni) e non per i dipendenti privati? Perché vale per medici e infermieri e non (ad esempio) per i parrucchieri, che sono a contatto con i loro clienti come e forse più dei medici e degli infermieri? Invece di infarcire i preamboli con i pudibondi “Vista la legge...” di cui sopra, non sarebbe piuttosto il caso di premettere i pro e i contro della legge o del decreto e dettagliare la motivazione che ha portato a privilegiare i pro?

Evidentemente non ce ne rendiamo conto, ma se per la promulgazione di una legge fosse necessario e ineludibile fornirne una giustificazione chiara e valutabile, ci troveremmo con molto meno cianfrusaglie nei nostri codici e gazzette ufficiali, e un po’ più di rispetto dei diritti umani in questo sciagurato Paese.

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