Art. 177 Codice della Strada: “1. L'uso del dispositivo
acustico supplementare di allarme e, qualora i veicoli ne siano muniti, anche
del dispositivo supplementare di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu è
consentito...”. Lo scrivo e lo ribadisco per le teste di legno che non sanno
leggere e che non capiscono l’italiano: “è consentito” non vuol dire “è
obbligatorio”. Vuol solo dire che è permesso, tollerato. Inoltre, e lo scrivo
per quelli che si stancano a leggere fino in fondo gli articoli del Codice della Strada, più
avanti è specificato che è consentito “nell'espletamento dei servizi urgenti di
istituto”. Quindi, è CONSENTITO (non “obbligatorio”!) nell’espletamento dei servizi URGENTI (URGENTI!!!) di
istituto; in tutti gli altri casi NON È
CONSENTITO. Naturalmente tutto può "diventare" urgente, ma l'urgenza di cui si parla nel Codice della Strada deve essere attuale. Un infarto in atto è un'urgenza che può giustificare (ma con molta prudenza) il mancato rispetto delle norme della circolazione, e QUINDI l'uso della sirena. Un banale trasporto di un paziente che può arrivare in ospedale anche dieci minuti dopo NON è un'urgenza. Quelli che si sentono Rambo quando sono al volante di un’autoambulanza
farebbero meglio a starsene a casa e a lasciare il posto a persone più
equilibrate. E quelli che dovessero dire agli autisti di accendere la sirena
per spargere ansia e terrore, invece di stare nascosti nei loro ufficetti, abbiano
i coraggio delle proprie azioni e forniscano i loro nomi e cognomi pubblicamente (e magari anche i loro movimenti bancari).
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
Commenti
Posta un commento