Se mi fosse stata limitata la libertà di movimento al mio ritorno da un viaggio in un Paese in cui era in corso una grave epidemia, avrei capito. Ma oggi la libertà di movimento mi viene limitata nel corso di un’epidemia che da due anni divampa nel mio Paese, quando ormai la probabilità che io possa contagiarmi e contagiare qualcuno che non sia già stato contagiato o vaccinato è prossima allo zero e, se anche quella probabilità dovesse concretizzarsi, non farei altro che creare ulteriore terra bruciata per un virus che è vicino a non trovare più dove andare. È così strano che io chieda il perché di quella limitazione?

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