Lettera aperta al Presidente dell’Ordine dei Medici.
Caro Presidente, alcuni mesi fa mi hai sospeso, precludendomi quindi la possibilità di esercitare la professione per la quale sono legalmente abilitato. Tale sospensione era un “atto dovuto” in conseguenza del Decreto-Legge 1 aprile 2021 n. 44 e successive modifiche, e pertanto non te ne faccio una colpa. Però sarebbe stato un “atto dovuto” anche difendere i tuoi iscritti interloquendo con chi si apprestava a promulgare quel decreto-legge. Ti ricordo che gli Ordini hanno anche il compito di esprimere pareri su materie che riguardano la categoria, nei confronti di Enti e Istituzioni pubbliche. Hai mai espresso un parere sull’opportunità di obbigare i medici a vaccinarsi contro la COVID-19 con i vaccini attualmente in uso? Non mi risulta, e in ogni caso, se ti sei espresso, spero che tu non ti sia espresso a favore di quello sciagurato obbligo. Spererei invece che tu abbia fatto presente che la Medicina è o vuole essere una Scienza; che la Medicina non è una Religione; e che la Scienza è tale solo finché ammette il dibattito fra opinioni diverse. Tu hai accettato e tuttora accetti che rimangano iscritti all’Ordine anche quei medici che fanno diagnosi col pendolino e curano con l’omeopatia, la cristalloterapia, i fiori di Bach o i sieri anticancro alla Di Bella. Io non ho nulla contro di loro, ma ti faccio presente che loro applicano teorie in evidente conflitto con gli insegnamenti che li hanno portati alla laurea: in altre parole, offrono “contenuti” che non corrispondono all’“etichetta”. Sarebbe più onesto nei confronti dei pazienti che per loro venisse creato un Ordine diverso.
Ma non ti preoccupare, non ti chiedo così tanto. Però mi sarei aspettato che non avresti difeso solo il “diritto al dissenso” di quegli iscritti che calpestano gli insegnamenti che hanno ricevuto nel corso di laurea, ma che avresti difeso anche il “diritto al dissenso” (volendolo paradossalmente chiamare “dissenso”) di quegli iscritti che, come me, chiedono invece di poter rispettare quegli insegnamenti. Già, perché dall’inizio di questa pandemia, chi calpesta gli insegnamenti che erano stati considerati validi fino al giorno prima non sono io, ma è proprio chi attribuisce un’efficacia miracolosa a “vaccini” che, stando agli insegnamenti della medicina ufficiale, non possono essere chiamati vaccini; che sono stati prodotti ignorando la tecnica normale di produzione dei vaccini e utilizzando invece una tecnica che interferisce senza necessità o motivo con le normali funzioni cellulari; che agiscono contro uno solo degli antigeni virali in un virus notoriamente molto suscettibile di mutazioni; che non hanno raccolto sufficienti dati favorevoli in sperimentazioni effettivamente indipendenti; e che hanno dimostrato in fase IV di essere più pericolosi e molto meno efficaci di quanto affermato inizialmente. Ora, che tu faccia comunella con certi politici e “scienziati” per considerare sovversivo me e non loro, questo proprio non mi piace, ma voglio lasciar perdere anche questo.
Solamente vorrei sapere da te cosa devo dire alle mie pazienti che mi chiamano, mi chiedono una visita e, quando dico loro che non posso perchè sono stato sospeso, insistono dicendo: “Ma io voglio essere visitata da Lei”. Come faccio a far loro capire che, non essendomi vaccinato, io sono “pericoloso”? Te lo garantisco: io ci provo sempre, ma mi trovo spiazzato quando mi rispondono che loro sono vaccinate e quindi non corrono alcun rischio. Devo dir loro che, grulle, hanno fatto il vaccino per niente? E a quelle che mi dicono “Non sono vaccinata nemmeno io, e non me ne importa nulla”, cosa posso obiettare? Devo dir loro che sì, è vero che in un anno e mezzo che ho continuato a visitare le mie pazienti, per un anno anche prima che esistesse il vaccino, né io né loro ci siamo ammalati, nessuno di noi è finito in terapia intensiva, e nessuno di noi è morto, ma questo è solo per graziosa concessione della Dea Fortuna, che potrebbe stancarsi di continuare ad assistere me e le mie pazienti? Guarda, caro Presidente, che io glielo dico, ma non sono mai stato un buon piazzista. Io non riuscirei nemmeno a vendere acqua a viandanti in procinto di morire di sete nel deserto. Pròvaci tu, Presidente, oppure incàrica quella brava gente che appare ogni giorno in televisione, addestrata a vendere zucchero ai diabetici. Oppure ancora, in alternativa, riscopri le tue prerogative, fissa un appuntamento con quella gente a Palazzo Chigi, e invitala una buona volta ad andare nella Piana del Sele, dove ci sono tanti pomodori che attendono ancora di essere raccolti.
Ti abbraccio (virtualmente, perché non sono vaccinato).
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