È da quando li conosciamo che i virus influenzali vengono dalle nostre parti per la stagione sciistica e poi con la primavera se ne vanno alla spicciolata a cambiarsi d'abito, per poi tornare con una nuova tuta da sci l'anno dopo. A nessuno era mai venuto in mente di fare tamponi a destra e a manca per dettargliarne ogni singolo movimento, e nessuno aveva mai fatto le tragedie greche perché la tuta da sci del virus influenzale dell'anno seguente era un po' diversa da quella dell'anno prima. Tutti sapevamo che a volte quella tuta era più bella e altre volte faceva un po' schifo. Poi è arrivato un Coronavirus che, benché non sia un Orthomyxovirus, ha voluto imitare i virus influenzali. E i nostri ineffabili virologi e igienisti cos'hanno fatto? Tamponi "a tinchité" (ho imparato l'espressione da Andrea Camilleri, ed è troppo confacente per non usarla)... Bollettini di guerra tutti i santi giorni, Ferragosto compreso... Articoloni, e non solo nelle riviste di moda, ogni volta che il Coronavirus si presenta in passerella con un abito nuovo... Vaccini più o meno obbligatori... Ma che cos'hanno i Coronavirus di diverso dai virus influenzali? Certo, appena comparsi sono stati particolarmente cattivi, ma questo è ciò che càpita di norma con la maggior parte dei virus: baldanzosi all'inizio, e poi col tempo perdono smalto.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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