È probabilmente arrivato il momento della rivincita delle "cure domiciliari" sul protocollo del "paracetamolo e vigile attesa". Ci sono però due cose che non mi convincono. La prima è che "vigile attesa" vorrebbe dire stare a vedere come evolve la situazione monitorandola con la necessaria regolarità per capire se il paracetamolo è sufficiente o no. Se molti medici di base l'hanno interpretata nel senso di consigliare ai pazienti il paracetamolo per telefono senza visitarli e "attendere" che il paziente telefonasse per dire che era guarito o che telefonassero i parenti per dire che il paziente era morto, questo non è certo colpa del Ministero della Salute, ma piuttosto dei medici e dei loro Ordini, anch'essi poco vigilanti. Per quanto riguarda poi la sbandierata "tossicità" del paracetamolo, vengo alla mia seconda perplessità. Che, come tutti i farmaci, non sia acqua fresca è vero, ma è stato usato per decenni in miliardi di dosi anche e soprattutto in malattie respiratorie virali (comprese quelle da altri Coronavirus), per lo più in automedicazione e quindi facilmente sovradosato, e non risultano ecatombi. Che poi serva a poco, quello è un altro discorso, che però non è del tutto estraneo al mio. Ora so per averlo sentito dire che molti medici delle "cure domiciliari" hanno fatto e fanno tuttora davvero visite mediche a domicilio ai pazienti con sospetto di covid, e a loro va tutta la mia stima. Ma ho anche sentito dire di medici delle cure domiciliari" che hanno "curato e guarito migliaia di pazienti". Migliaia? Come hanno fatto? Spedendo via whatsapp le ricette del "loro" protocollo! Be', non è così che si valida un protocollo di cura. Mai sentita la massima: "Post hoc sed non propter hoc"? Ci sono pazienti che guariscono perché hanno preso certi farmaci, ce ne sono altri che guariscono perché dovevano comunque guarire, e ce ne sono altri ancora che addirittura guariscono "nonostante" quei farmaci (magari anche nonostante il paracetamolo!). Ho visto i protocolli delle "cure domiciliari", e mi è venuta in mente la famosa "cura Di Bella". So che questo mio post irriterà molti e mi farà perdere molti amici, ma ho l'impressione che i sostenitori di quel protocollo siano convinti dell'incommensurabile gravità del covid mille volte più di tutto il Governo e di tutti i Comitati Tecnico-Scientifici messi insieme. Non esistono farmaci di uso comune in grado di guarire le malattie virali. Se la malattia è lieve, guarisce da sola; se è grave, tutto quello che si può fare è dare supporto alle funzioni vitali che stanno per essere compromesse, ed è per questo che occorre un monitoraggio assiduo per poter fornire una terapia personalizzata, non da protocollo spedito via whatsapp.

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