Giorgio: “Grazie alla scienza abbiamo vaccini sicuri ed efficaci”. Se a dirlo fosse “Giorgio del Lago Maggiore”, protagonista di una canzone del 1958 a base di chianti risotto e polenta, non ci sarebbe nulla di male. Il “Giorgio” dello spot a favore dei vaccini anti-covid però è un certo Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica nel 2021. Be’, Giorgio, anche se i fisici ultimamente stanno sconfinando un po’ anche loro, ti assicuro che i medici con la scienza non hanno mai avuto molto a che vedere. È da cinquant’anni che sono del mestiere, e di boiate ne ho viste parecchie, e ne sto vedendo sempre di più.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
Commenti
Posta un commento